Poesia Vagabonda 2013

28 e 29 SETTEMBRE 2013
BIBLIOTECA ARCHIMEDE - SALA PRIMO LEVI
SETTIMO TORINESE Piazza Campidoglio, 50 - ORE 17

ASSOCIAZIONE CULTURALE DUE FIUMI
in collaborazione con ECM, Biblioteca ARCHIMEDE e
CITTA’ di SETTIMO TORINESE

ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili
info tel 3398099472
mail: manricolaz@libero.it

domenica 23 gennaio 2011

MeteoDiario alla Borgo Po




Seconda Rassegna Due Fiumi a Borgo Po
"Poesia e non solo"

SABATO 22 gennaio 2011, ore 17,00
Via Lanfranchi 28 - Torino

METEODIARIO_11
 
Enrico Mario Lazzarin e Gianriccardo Scheri
hanno letto i testi pubblicati sul loro blog
durante questo inverno.

giovedì 13 gennaio 2011

Genova

(Genova, 12 gennaio 2011, mercoledi)
543_DOPO

dopo il diluvio l’acqua si ritira
e sulle case depone
una polvere d’oro che ci consola:
un torbido passato si redime in tenero azzurro,
appena velato dal rimpianto
per i giorni che la pioggia ci ha sottratto

più tardi, qualunque offesa si perdona
in un finale di corallo:
in poche ore, aiutati dal cielo,
così la memoria si accende,
infiamma e scolora.

mercoledì 12 gennaio 2011

(Settimo, martedi 11 gennaio 2011)_777
LA PIOGGIA CHE NON C’È

Umidità sulle maniglie dei bar.
Passi su strade rifatte e disfatte come letti consueti
e calori-colori nascosti nelle pieghe di questo cielo.
Di questa mattina con questa pioggia
che non sembra scendere
perché è leggera
e senza suono bagna occhi.

Le finestre opache
odorano di colline sotto la pioggia.

martedì 11 gennaio 2011

Genova

(Genova, 10 gennaio 2011, lunedi)
542_NELLA VASCA

brilla di luce bianca l’ufficio postale
nella penombra del mattino piovoso
trai sassi del fondo:
noi pesci nascosti,
con occhio attento guardiamo intorno
e stando di fronte
a bocca aperta ci baciamo.

domenica 19 dicembre 2010

(Settimo, sabato 18 dicembre 2010)_771
BUON NATALE ATHOS

I contorni della vicenda sono noti.
Il cane Athos, ultimo eroe della Jolly Amaranto:
tutti salvi ma lui annega per non abbandonare la nave.

Con quel nome non potevi che fare un gesto così
di coraggio e estrema fedeltà a quella nave ormai persa;
la tua casa il tuo mondo che non volevi perdere che volevi salvare
dalle onde che inesorabilmente la facevano affondare.
Sei già una leggenda
eri un marinaio cane e non un cane di marinaio
ove tu sia ora ...
là in fondo al mare
spero che non avrai freddo Athos e sempre un bell’osso.
Coraggioso Cane Marinaio
Buon Natale!
A te alla tua nave.

domenica 12 dicembre 2010

(Settimo, domenica 12 dicembre 2010)_770
LA BABBA NATALE TRISTE, IL SOLE CHE SPLENDE

Ho visto la Babba Natale senza cappello
con la tristezza nella giacca rossa e i sorrisi
da cioccolato fondente evaporare
in un niente.

"E' dura vendere case a Natale"
dice al telefono la ragazza bionda in costume
nell’ipermercato aperto la domenica dalle 9 alle 21.

Che tristezza dice al suo fidanzato che è a Bardonecchia a sciare
e lei lì a tentare di vendere case sotto Natale:
"Con la crisi che c'è .."
"E poi mi hanno anche imposto di vestirmi in costume da Babba Natale!"
"Io ne ho un po’ vergogna sono troppo vicino a casa e qualcuno riderà di me,
ho una Laurea in Giurisprudenza ..!".

Così la Babba Natale Laureata è andata in bagno
si è tolta il costume, ha indossato una dolcevita grigia e un pantalone nero
raccolto i capelli biondi
poi si è guardata allo specchio asciugato una lacrima,
mentre fuori splendeva il sole.

sabato 11 dicembre 2010

(Settimo, sabato 11 dicembre 2010)_769
IL SOLE SALE SOLO IN CUCINA

Che meraviglia il merluzzo
mentre fuori splende il sole

raggi solari nelle parole che estasiate
rimangono mute e solitarie

quando pensano a una frase
che abbia cura di loro
come madre li accompagnai per la notte buia
priva di luna

Fino al mattino che splende
nella cucina
il sole sale solo
mentre lentamente cuoce
il merluzzo che ho preparato per te e per me.

giovedì 9 dicembre 2010

Settimo Torinese 8-12-2010 Tramonto in Corso Piemonte

(Settimo, giovedi 9 dicembre 2010)_767
NELL' IMBRUNIRE

E’ così che mi piace arrivare;
in questo profondo autunno
in un posto caldo a guardare l'imbrunire
questo sole ritrovato alle cinque della sera
respiro di erba gelata di salici ancora più piangenti
della pianura,
paesaggio umiliato
da terra mercanteggiata venduta
attraversata e trafitta al cuore
offesa perenne.
Il sole che scende lentamente ci regala
attimi di serena contemplazione!

martedì 7 dicembre 2010

(Settimo, martedi 7 dicembre 2010)_766
NELLA MATTINA

Poca luce che si accorcia stringendosi
come un maglione di lana a cui hai sbagliato il lavaggio,
conca grigia e colore fermo.
Pioggia e fiume
neve e memoria
fluttuano nella mattina:
prendo un caffè senza zucchero e mi ricordo gli angoli
delle tue mani.

Mi dicevi:
parla piano che oggi è già domani,
con tutti quei giornali e occhiali da sole
che mettevi quando leggevi.
Ed io stupito mi chiedevo come facevi
poi ti ho perso di vista
trasferita per motivi di lavoro...

domenica 5 dicembre 2010

Minima apertura

(Settimo, domenica 5 dicembre 2010)_764
COLLINA DI MATTINA

Angolo di nuvola
fa intravedere poco sole e sono le nove
apertura minima;
vedo netta la schiena della collina bruna
dal colore gelato.
Collina che cerca la coperta
forse nel pomeriggio
nevicherà.

sabato 4 dicembre 2010

Genova

(Genova, 4 dicembre 2010, sabato)
541_VELIERI

una flotta di grandi nuvole
ha imbarcato tutti gli abitanti dii questa città
e sta salpando per affrontare la notte:
sono i vascelli in rotta verso ponente
che vedo di poppa dalla mia barchetta

con la partenza dei grandi velieri
verso il buio che ne inghiotte le vele,
abbandono i remi al loro passaggio
e resto da solo
in un porto di liquido metallo.

Torino - veduta notturna

(Settimo, sabato 4 dicembre 2010)_763
ALFABETI

Città quando è notte
e i passi sono lame di freddo e gelo sul collo
città
a pensarti
ora adesso
con tutte le luci accese e i sogni spenti;
da questa collina ti vedo accovacciata come un gatto grasso
che fa le fusa per abitudine e pigra letizia.

Città che cerchi una stazione radio
musica da desideri muti
città di muri dimenticati
città soffocata da troppi respiri di polmoni sordi
città e nessuna sigaretta
città cornice di se stessa
luna tonda al circo per le feste
panettone scontato
neon e nuvole passano su asfalti gelati,
dentro vedute panoramiche
scritte
in alfabeti sconosciuti.

venerdì 3 dicembre 2010

Genova

(Genova, 3 dicembre 2010, venerdi)
540_CAIMANO

delle nuvole come denti nella bocca di un caimano:
una lunga mascella in agguato sull’acqua
e il resto del corpo nascosto a levante

poi il vento riduce la minaccia sullo sfondo,
il cielo nell’acqua risplende di pacifico azzurro
e noi possiamo traversare il giorno
sospinti dalle ore correnti

questo scriviamo,
trattenuti sulla riva del fiume
dall’incertezza sulla sua effettiva misura,
dal sospetto per il pericolo sotto il pelo dell’acqua,
dalle percezione che le nostre deboli braccia
non ci faranno giungere all’altra sponda

appunti per chi si trova nel mezzo
di una giornata serena mutata in tempesta,
per chi a metà del percorso
affonda senza speranza nella corrente,
per chi al centro del flusso
rallenta il ritmo per non sprecare le forze
ma nuota finchè il tramonto l’inghiotte.

giovedì 2 dicembre 2010

Genova

(Genova, 2 dicembre 2010, giovedi)
539_LAMPADA FIOCA

una lampada fioca dietro un fitto paralume
che poi si dirada in lunghi nastri sospesi:
questa è la fonte di luce al risveglio,
il chiarore che rivela la parete azzurra
alle spalle della notte che accanto si attarda

spòstati dunque a ponente,
dietro il tetto nerissimo e lustro
di pioggia e catrame,
lascia che un tiepido giallo ci tocchi,
un timido rosa o un grigio modesto
ci conforti dei dubbi del risveglio

provateci voi, primi colori del mattino:
la notte pone domande
che il buio non risolve.

Chieri al tramonto

(Settimo, giovedi 2 dicembre 2010)_762
DOPO LA NEVE

Spazzate le strade,
leggera polvere,
nel cristallino cielo
pulito dal vento.
Alzate il bavero frastagliate città
sussurrate canzoni
soffiate piano:
sulle nuvole che porteranno nuovi fiocchi
nuovi balocchi.
Neve:
rimasta attaccata ai pali scrostati alle fermate di autobus e tram verso il centro.

Prendendo il colore del carbone la neve si è fatta polvere.

lunedì 29 novembre 2010

Genova

(Genova, 29 novembre 2010, lunedi)
538_STRACCIO DI NUVOLA

uno straccio di nuvola che il vento sfilaccia
mentre ne scrivo,
è una pagina strappata dal quaderno,
stretta nel pugno e per un dubbio riaperta e distesa,
un ricordo accartocciato
che si dissolve in azzurro

vi ho letto appena la frase d’inizio
in cui c’era il tuo nome:
poi il resto è svanito,
spinto nell’aria sulla linea retta
che in orizzonte ferisce la vista

non possiamo far altro
che riscrivere sempre l’inizio da capo,
ogni volta il meglio possibile
e con l’aggiunta di qualche dettaglio
ma con lo stesso incerto finale
che rimane incompleto

un foglio riscritto più volte
e ancora pieno di errori:
non come questa mattina perfetta
che merita ogni benevolo superlativo.

domenica 28 novembre 2010

Genova

(Genova, 28 novembre 2010, domenica)
537_FACCENDE DEL CIELO

che vento e neve ci scende addosso dalla collina,
come ci nuotano dentro i gabbiani al contrario,
ostinati nel risalire all’origine
di quest’acqua che c’imbianca

restate pure in casa a contare le gocce sui vetri,
andiamo noi a mettere il becco
nelle faccende del cielo
che subite ormai senza domande.

Domenica 28-11-2010 - Nevica alle ore otto

Sabato 27-11-2010 -  L'arrivo di nuvole piene di neve ore 16

 

(Settimo, domenica 28 novembre 2010)_760
GATTO BIANCO ALLE OTTO

Neve annunciata
è arrivata:
nei passi di ieri ti ho riconosciuta
dal vento freddo sul mio collo semiscoperto
dietro l'angolo della casa gialla,
nei cortili ove non giocano più i bambini
sei arrivata.

Giunta con la prima luce opaca di questa domenica
hai cambiato voce alle campane che rintoccano ancora più lontane
su finestre addormentate hai bussato sorridendo;
al gatto bianco che si confonde alle otto e attraversa accorto la via e la mia poesia.

martedì 23 novembre 2010

Genova

(Genova, 23 novembre 2010, martedi)
535_ESCE LA NOTTE

una linea di costa con alti monti
è invece un cumulo di nuvole notturne
che l’ora dissolve:
una manica di grigio pesante ancora distesa
in mezzo all’azzurro,
un braccio sdraiato al centro del lenzuolo
che cerca il tepore di chi si è appena alzato

esce dalla stanza la notte senza voltarsi
e sorride:
non si rimpiange l’ombra
se il sole ti è accanto.

lunedì 22 novembre 2010

Genova

(Genova, 22 novembre 2010, lunedi)
534_PIOVE SUL MERCATO

scorrono le gocce sul bordo della tenda
fino allo spigolo da cui cadono riunite:
un getto a tempo rimbalza sulla cupola dell’ombrello,
un singhiozzo di fontanella
in attesa che l’acqua nel tubo la raggiunga

un minuscolo fiume si raccoglie impetuoso
nella piega della tela in pendenza
e si getta nel vuoto:
una pioggia di giorni si accumula
nel numero di anni
e poi trabocca in unico zampillo.

venerdì 19 novembre 2010

I colori delle foglie

(Settimo, venerdi 19 novembre 2010)_755
ODORA L'AUTUNNO

Due tornanti e sono fuori
da questa nebbia
che avvolge la collina che cancella Torino.
Adesso questa luce opaca e tiepida si colora di tenue celestino.
Scorgo il bosco
tiro giù il finestrino
odora l'autunno.

giovedì 18 novembre 2010

Pioggia

(Settimo, giovedi 18 novembre 2010)_754
INIZIO

La pioggia gelata è ritornata
senza vento a sferzare lingue di parole mai dette
i pensieri che vanno da un'acqua all'altra
da una corteccia a una foglia
mentre il muratore si riposa
l'acrobata del circo osa
la fidanzata si posa sulla rosa
ed io a cantare sottovoce
insieme alle foglie perdute nel colore
tutta questa pioggia gelata
in questa mattina appena cominciata!

mercoledì 17 novembre 2010

17 novembre 2010, mercoledì - Aurora a Settimo Torinese

(Settimo, mercoledi 17 novembre 2010)_753
BELLA MATTINA

Così ci appare questa alba
tra la periferia di angoli cittadini.
Viene su
questa splendida mattina,
dopo tre giorni di pioggia
che ci ha reso pensieri, parole e gesti umidi
per incanto il sole,
tiepido sole d'autunno
sei arrivato:
per il caco e il melograno
per la foglia morta e la castagna appena raccolta
per il postino con il motorino
e il ragazzo senza accendino
per tutti gli occhi che si son fermati a toccarti
e le mani a vederti
le orecchie a baciarti
bella mattina sei nata tra la pozzanghera e il melo
e ti sei distesa su lembi di muri e cornicioni
di grondaie bucate e mani aperte
in entrate al lavoro e spese al mercato
hai sfiorato code in banca e alla posta
in auto ferme senza un parcheggio decente.
Abbracciando poi tutta la pianura!

Genova

(Genova, 17 novembre 2010, mercoledi)
531_PERENNE TRAMONTANA

come sventolano i bucati nella tramontana
che ci ha ripulito la vista,
come brillano agli occhi ancora bagnate
le case a pioggia finita,
come gira sul muro un riflesso
di azzurro imprigionato,
come vorrebbe risalire
dal fondo del cortile

mentre la stagione c’incalza,
come vorremmo che una simile giornata
si prolungasse senza fine
contro le incerte previsioni.

domenica 14 novembre 2010

Meteo Diario a Carignano


Gianriccardo Scheri e Enrico Mario Lazzarin
leggono i loro testi a "Il Circolo" di Carignano (TO)
in collaborazione con il Festival POETI IN AIA

sabato 13 novembre 2010

Genova

(Genova, 12 novembre 2010, venerdi)
529_SCAFO BLU

uno scafo blu galleggia tra due mari di grigio:
uno lo sostiene e l’altro l’opprime,
uno lo spinge a cercare il mondo
e l’altro a restare in porto

tra due destini, c’è chi promette e chi avverte:
scarica in fretta quello che porti
e salpa senza rimpianti
oppure ormeggia tra noi un riflesso azzurro
per conto del sole che manca

finchè puoi, naviga con minima sosta
o specchia invece nell’acqua
la ruggine che cola.
(Settimo, venerdi 12 novembre 2010)_750
LA MERCIAIA CHE CHIUDE IL NEGOZIO CON TRISTEZZA

Quei muri di pietra e mattoni
tra la nebbia vorrebbero alzarsi
per farsi toccare dal raggio solare
condannati per sempre all'immobilità.
Stare lì fermi
aspettare le stagioni, contare le nuvole e ascoltare la pioggia
farsi carezzare da gatti e notti.

Ognuno ha un destino mi dice la merciaia
che tra un mese chiuderà il negozio perché è venuto il momento:
nessuno più cuce mi dice con la tristezza di chi è rassegnato
a veder le cose che vanno come non avrebbe voluto che fossero.

La nebbia sembra alzarsi intravedo i contorni di tetti e grondaie.

Settimo Torinese - la sera tra gli alberi

(Settimo, venerdi 12 novembre 2010)_749
SAN MARTINO E LO SCOIATTOLO

E' bastata una notte con un lieve vento
tutte le foglie rimaste sul tiglio
sono cadute
una lieve ora piena di vento
ha cambiato la veduta
ora il cielo è terso con un celeste umido
mi appare dallo spicchio di vetro senza più una foglia.

Ha sospirato lo scoiattolo una pigna ancora
è il suo lavoro sarebbe terminato.

Nel sole di San Martino
il tramonto sfuma tra gli alberi e il corso
i fanali delle auto danzano
per la luna piccola
e la luna nuova
senza mantello è rimasta la crosta
grumo rappreso di terra che nessuno riconosce.

mercoledì 10 novembre 2010

Nel tramonto nuvole chiare

(Settimo, martedi 9 novembre 2010)_748
VERSO IL MARE

Nuvole si infilano piano
là ove la luna calante ha chiuso gli occhi
in quel sentiero celeste
che porta verso il mare nella stagione invernale.

Appaiono allora solitarie cabine
stabilimenti balneari
pensioni Miramare
con l'intonaco scrostato
frigo spenti
bagnini in camere disordinate
portieri di notte indaffarati con i fiori di altri padroni.
Ragazze davanti a specchi con rossetti improbabili
lavapiatti senza canzoni
tutti hanno lo sguardo rivolto verso il mare.

Cambio i pneumatici sulla Fiat
metto quelli da neve.
Nel cielo
nuvole chiare si prendono nuvole scure.

martedì 9 novembre 2010

Genova

(Genova, 8 novembre 2010, lunedi)

528_LIBECCIO

imbiancano di schiene curve il mare,
le onde condotte all’assalto
da questo vento contro la diga

raggiunti dagli spruzzi ci tratteniamo
dal gettarci a terra in cerca di riparo
o più lontani misuriamo l’altezza
degli scoppi di schiuma

non si può guardare il mare
senza pagarne le pene:
spinti dal suo moto e da un demone in cuore
c’è sempre un limite con cui ci confrontiamo,
sia il muro che d’impeto scaliamo
o il bordo del catino in cui siamo confinanti.

martedì 2 novembre 2010

Genova

(Genova, 1 novembre 2010, lunedi)

526_SASSI

novembre nel suo primo giorno
comincia piovoso:
frana il monte sulla strada,
il fiume si gonfia e trabocca,
chiusi nella fortezza
l’acqua ci scioglie le mura in fango

alla foce si congiunge
l’onda di scirocco e di torrente
e sulla costa riduce in sabbia i nostri castelli:
il mare si riprende
le belle torri, gli archi e i ponti,
la storia di ognuno
che si scompone in pietruzze e granelli

guarda che bel sasso ho trovato,
prima che scivolasse a fondo:
così tondo, liscio e lucente,
con il mio profilo e il tuo
inciso per sempre.

Sui rami d'autunno

(Settimo, lunedi 1 novembre 2010)_745

CON TUTTA LA TUA BELLEZZA
(Ritorno di un amica_2)

Con questa mia vuota tasca aperta
accogliere la sera
sfumata sera d'autunno e sei a casa
con la tazza del the che ti scalda le mani
finito il volo
arrivata.

Milano che piove
lontana è la luce della California
bagliori su cromature dei motori.
Hai imparato qualche parola di una lingua sempre nuova
la lingua del cinema
che a te piace tanto
chiuderti nella proiezione serale
di un cinema non troppo frequentato
non ricordo dove ho parcheggiato
sono troppo sbadato.

La vita mi dissi è distratta
a volte
a volte è sbadata
mi dicevi a bassa voce
con tutta la tua bellezza e tenerezza.

Foglie che coprono erba

(Settimo, lunedi 1 novembre 2010)_744

IL RITORNO DI UN AMICA

Sarai sulle nuvole
che passi sopra l'oceano
mentre qui piove.

Il mondo,
il nuovo mondo
con il sole caldo della California dai colori brillanti dei bagnanti
quelli che sono diventati Americani.
Nel tuo lieve sorriso del ritorno
nella tua Milano
ritrovare echi di parole e suoni
e polvere caduta su libri non conclusi.
Storie banali di vicini di casa ormai troppo lontani.

Le foglie coprono l'ultimo verde.
Mentre tutto questo cielo grigio si ferma:
aspetta
la pioggia,
aspetta che smetta !

lunedì 1 novembre 2010

Genova




(Genova, 30 ottobre 2010, sabato)
525_BIANCO E NERO

è in arrivo la tempesta, ci dicono dall’antenna
come se i segni non fossero evidenti
più dell’avviso:
un tetto di piume, un colore da gabbiano,
un’aria che lo tiene sospeso sopra di noi

come se gli anni vissuti
avessero preso l’aspetto incombente
di un cielo bianco e nero

come la vecchia foto con amici sulla spiaggia:
ogni volta che vi riguardo,
mi sembrate all’obiettivo più incerti nel sorriso
e nelle domande

non posso salvare nessuno dal passato:
nemmeno noi, perduti senza riscatto,
entrambi giovani laggiù per sempre.

Genova



(Genova, 23 ottobre 2010, sabato)
524_CATTIVO ESEMPIO

con una punta di nuvole affilate,
levante minaccia ponente,
che ritrae la sua pancia azzurra

con questo cattivo esempio in cielo,
siamo giustificati se ci adeguiamo
al male di stagione:
non è più l’estate accogliente senza bottoni,
tiepida di sorrisi e offerte di mano,
ma un tempo di bavero alzato e visiera calata,
di cinghie strette e coltelli alla cintura.

Genova


(Genova, 22 ottobre 2010, venerdi)
522_INTRECCIO

al risveglio troviamo il cielo legato
da un intreccio di nastri:
un regalo che la notte ha deposto alla finestra,
un groviglio di rotte contrastanti
che in viaggio ben sicure di origine e meta
ora sfumano in nuvola sottile

passioni di carta velina,
che il tempo prende fra le mani
e a cui toglie le pieghe:
un ricordo definito
si somma ad uno incerto e sottostante,
una trama s’infittisce in un velo,
un viso ad un nome non coincide,
chi era prima si trova per ultimo,
una data scombina l’ordine in elenco,
una pagina manca nel racconto.


(Settimo, venerdi 22 ottobre 2010)_742
AUTO OFFICINA STELLA

In cielo
con la prolunga della scopa il mio amico Ivo
pulisce la facciata della sua autofficina
domani reading poetico
pulisce sempre troppo l'officina
quando si deve fare una lettura
poi prepara ottimi panini al prosciutto e vino rosso quasi sempre barbera
è così con semplicità e attenzione che ascolta i poeti
sono anni che andiamo da Ivo
perchè ci piace il posto
un posto comune semplice
un posto buono per leggere poesie
un posto da dove si vede il mondo.

(Settimo, giovedi 21 ottobre 2010)_741
LUNA PIENA

Così mi alzo alle tre e un quarto
la luna è un'ora piena
di riflessi gettati come l'asso del giocatore di briscola
la luna è l'attesa di foglia quasi caduta.

Mentre si spegne un focolare
la luna lucida i marciapiedi silenziosi
tocca le lancette di sveglie assopite
di cucine pulite
di borse e parole appoggiate alla notte che sta per finire.

Di sigarette cercate
di rincorse dimenticate
luna che tramonta nel mattino che splende
e nel fiume si confonde.

















illustrazione di Enrico Scheri
(Genova, 18 ottobre 2010, lunedi)

520_CORONA DI LUNA

una luna incompleta,
un grezzo cristallo, un diamante venato di azzurro
è posato sul nero
e abbaglia dall’alto le nostre deboli luci

una finestra dai doppi vetri,
una persiana di ferro ben chiusa,
una tenda di fitta trama,
una coperta tirata sul viso,
ti ripara dal bagliore che in lento moto
allaga la notte:
ma un riflesso da una fessura
comunque raggiunge la cima del letto

coronata di luna entri nel sonno,
protetta nel viaggio da questa insegna sul capo
ti guardo al mio fianco partire:
per quanto ci si tenga per mano,
ovunque andiamo dormendo,
viaggiamo da soli
e per questo al risveglio
di ritrovarci ancora insieme siamo sorpresi.

Genova