Poesia Vagabonda 2013

28 e 29 SETTEMBRE 2013
BIBLIOTECA ARCHIMEDE - SALA PRIMO LEVI
SETTIMO TORINESE Piazza Campidoglio, 50 - ORE 17

ASSOCIAZIONE CULTURALE DUE FIUMI
in collaborazione con ECM, Biblioteca ARCHIMEDE e
CITTA’ di SETTIMO TORINESE

ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili
info tel 3398099472
mail: manricolaz@libero.it

mercoledì 3 dicembre 2008

"Domenica" di Domenico Cosentino

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DOMENICA
Freddo è quello che sento,
quello che provo.
Il verde delle pampas acerrane
Risplende rigogliosamente
Dopo la pioggia,
effetto degli scarichi delle fabbriche dell’alfa sud.
Striminzite pecorelle brucano
Erba avvelenata,
diventando ogni giorno
sempre più rachitiche.
Il sole si fa spazio tra le nuvole rosa
Un raggio mi taglia la strada
Ed in lontananza appare un frammento di arcobaleno.
La fine di una storia.
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Domenico Cosentino (1982)
Pomigliano d’Arco (NA)
http://www.cosentinonico.splinder.com/
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Schietta, cinica, talvolta sleale, etica solo per il fatto di non essere
ipocrita, ma molto reale, al limite della decenza umana:
è la scrittura di Domenico Cosentino, Nico per i suoi lettori.
Un giovane scrittore dall'anima pregna degli umori del sud,
nel bene e nel male. Nico nel suo libretto di poesie
"Alone like a dog (Solo come un cane)" non smentisce,
ma anzi riconferma il suo stile bukowskiano.
Profonda tristezza e grande solitudine
si mescolano a momenti più sereni, ma sempre descritti
con una mano talvolta rude, altre sofferente, spesso arrabbiata,
altre ancora scoraggiata, una sola volta felice.
In un andirivieni dai ghetti europei, dove si trova un po' di casa,
Napoli, ma anche molti bassifondi parigini, Nico unisce due
realtà metropolitane legandole all'esistenza di vite in agonia.
Un libro da leggere per respirare un'aria olezzante di una realtà
che è meglio lasciarla vivere ai protagonisti che si raccontano,
piuttosto che sentirsela addosso sulla propria pelle.
"Alone like a dog" però, a dispetto dell'ovvio, è alla portata anche
di quei lettori più "raffinati" che non sopportano certe espressioni
scatologiche caratteristiche di Bukowski, e di cui Nico
non parsimonia. Perché tra il forte desiderio di dissacrare
il perbenismo comune emerge anche il lato più sensibile
dello scrittore, quasi come se la poesia a carattere più scatologico
servisse solo a bilanciare e sdrammatizzare i contenuti tormentosi
di una vita difficile da vivere.

(dalla recensione di MANUELA MAZZI )
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