(Settimo, domenica 30 novembre 2008)_329
DOMENICA ALLA FERMATA
La mattina è nebbiosa.
Alla fermata del bus un ragazzo e una ragazza,
con giubbotti di pelle nera e piercing,
alle labbra lei, al naso lui e al sopracciglio destro
con perline azzurrine,
parlano del concerto che devono fare questa sera
in un locale alternativo.
Intanto tirano fuori un pacchetto di sigarette
ma non trovano l'accendino,
allora la ragazza che ha i capelli legati a coda di cavallo
mi chiede se ho del fuoco,
le porgo l'accendino arancione e le dico di tenerlo
che io fumo solo la sera dopo cena
e adesso sono solo le 9 della mattina.
Le chiedo da quanto aspettano l'autobus:
“Mah, forse 20 minuti, ma oggi è domenica
e le corse sono di meno…”,
“Già, pochi autobus..”.
Dopo 15 minuti arriva il 51,
che ha un colore grigio-marrone arancione
e anche la pubblicità sulle fiancate è quasi tutta coperta dal fango
ma si può leggere ancora sotto il sorriso di una giovane donna,
"PRENDI IL MEZZO PUBBLICO SARAI PIU' RILASSATO".
Guardo i due ragazzi salire,
tirare una ultima boccata e buttare la sigaretta
nella poca neve rimasta davanti alla fermata.
Inizia a piovere
una pioggia gelata.
Guardo l'autobus sparire nella nebbia della cintura torinese.

mercoledì 3 dicembre 2008
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