(Genova, 20 gennaio 2009, martedi)
338_CIELO BASSO
dal taglio di una tasca spunta sulla collina
un lembo di nuvola impigliata nella piega,
tre lampioni di topazio brillano
nel vapore che nasconde la cima
un albero nero, una casa di pietra, un traliccio affilato:
tre spille appuntate sul bavero di pelo bagnato
che pesa sul resto del corpo seduto
dentro la valle
nel cielo basso disceso,
la strada che sale si perde:
eppure di questa vicinanza non ci rallegriamo
anzi ritrosi all’occasione di potersi toccare,
ci ripariamo sotto cappuccio ed ombrello
infatti alto e azzurro
è il cielo che ci piace,
irraggiungibile esempio delle qualità migliori,
non lo specchio in cui ci riconosciamo
con il brivido umido strisciante nel collo.

martedì 27 gennaio 2009
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