
lunedì 10 agosto 2009
(Settimo, giovedi 6 agosto 2009)_502
ANGURIE E NUVOLE (seconda parte)
"Non trangugiare i semi neri, fanno male!"
Facevo la" gara" con la tosa di nome Francesca più piccola di due anni
io tredici lei undici
a chi sputava più in là ...
ma andava senpre più lontano di me e non solo con i semi neri.
L'estate finiva mangiando anguria con il cucchiaio
sotto la pergola dello zio Cioci
finiva come era iniziata
Adesso le angurie le fanno quadrate per trasportarle meglio e senza semi neri
chissà che direbbe Francesca
non ci si può più fare a chi va più lontano.
Le nuvole per ora sono ancora bianche e rotondeggianti.
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ANGURIE E NUVOLE (seconda parte)
"Non trangugiare i semi neri, fanno male!"
Facevo la" gara" con la tosa di nome Francesca più piccola di due anni
io tredici lei undici
a chi sputava più in là ...
ma andava senpre più lontano di me e non solo con i semi neri.
L'estate finiva mangiando anguria con il cucchiaio
sotto la pergola dello zio Cioci
finiva come era iniziata
Adesso le angurie le fanno quadrate per trasportarle meglio e senza semi neri
chissà che direbbe Francesca
non ci si può più fare a chi va più lontano.
Le nuvole per ora sono ancora bianche e rotondeggianti.
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(Settimo, giovedi 6 agosto 2009)_503
NUVOLE E ANGURIE (terza parte)
A Francesca piacevano quelle verde scuro che sembravano nere
erano tonde tonde e avevano più semi delle altre.
Quelle più affusolate di colore verde e con striature chiare
potevano raggiungere i venti chili ed era scomodo "portarle via"
e a volte erano pochi i semi, più marroncini che neri
"Gocce di pioggia ecco a cosa somigliano i semi"
gridò Francesca mentre veniva giù l'ultimo temporale estivo.
"Guarda una nuvola anguria là in fondo ,
scura scura là in fondo..."
ed io sotto la pioggia a cercare di vedere la nuvola anguria:
"Seto semo dai che ce bagnemo tutti..!".
La tosa Francesca preferiva quelle nere e tonde che al massimo
arrivavano a pesare 6 o 7 chili e ci si poteva anche correre.
"Guarda una nuvola anguria là in fondo.. là in fondo."
"Ma dov'è?"
"SETO SEMO DAI VIENI VIA CHE CE BAGNEMO TUTTI!”.
.
NUVOLE E ANGURIE (terza parte)
A Francesca piacevano quelle verde scuro che sembravano nere
erano tonde tonde e avevano più semi delle altre.
Quelle più affusolate di colore verde e con striature chiare
potevano raggiungere i venti chili ed era scomodo "portarle via"
e a volte erano pochi i semi, più marroncini che neri
"Gocce di pioggia ecco a cosa somigliano i semi"
gridò Francesca mentre veniva giù l'ultimo temporale estivo.
"Guarda una nuvola anguria là in fondo ,
scura scura là in fondo..."
ed io sotto la pioggia a cercare di vedere la nuvola anguria:
"Seto semo dai che ce bagnemo tutti..!".
La tosa Francesca preferiva quelle nere e tonde che al massimo
arrivavano a pesare 6 o 7 chili e ci si poteva anche correre.
"Guarda una nuvola anguria là in fondo.. là in fondo."
"Ma dov'è?"
"SETO SEMO DAI VIENI VIA CHE CE BAGNEMO TUTTI!”.
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mercoledì 5 agosto 2009
(Genova, 2 agosto 2009, domenica)
390_GHIACCIOLO
un semplice miracolo si rinnova
nella calura di ogni estate,
nella penombra verde di una tenda sul balcone
o sotto la tettoia di canne,
scampati al sole spietato della marina:
una tradizione che mi tiene nel piacere bambino
di estrarre dal suo fodero di carta velata
un ghiacciolo
una punta fumante di gelo che cambia stato
e scricchiola sotto i denti
come una banchisa di acqua e succo
che si frantuma
e perfino dal bastoncino piatto si succhia beati
il sapore di arancio e legno.
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390_GHIACCIOLO
un semplice miracolo si rinnova
nella calura di ogni estate,
nella penombra verde di una tenda sul balcone
o sotto la tettoia di canne,
scampati al sole spietato della marina:
una tradizione che mi tiene nel piacere bambino
di estrarre dal suo fodero di carta velata
un ghiacciolo
una punta fumante di gelo che cambia stato
e scricchiola sotto i denti
come una banchisa di acqua e succo
che si frantuma
e perfino dal bastoncino piatto si succhia beati
il sapore di arancio e legno.
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(Genova, 29 luglio 2009, mercoledi)
389_CARTA NEL GIARDINO
di carta nel giardino
ne porta più il vento o la maleducazione,
i saldi di stagione o la promozione costante,
la cronaca in omaggio o la politica di quartiere?
un rumore di parole
s’impiglia nei rami:
pagine
alla pioggia in poltiglia, al sole nel rogo
fogli tra le foglie
fiori e frutti di carta appassita,
poi negli spazi tra i titoli
l’erba ricresce.
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389_CARTA NEL GIARDINO
di carta nel giardino
ne porta più il vento o la maleducazione,
i saldi di stagione o la promozione costante,
la cronaca in omaggio o la politica di quartiere?
un rumore di parole
s’impiglia nei rami:
pagine
alla pioggia in poltiglia, al sole nel rogo
fogli tra le foglie
fiori e frutti di carta appassita,
poi negli spazi tra i titoli
l’erba ricresce.
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(Settimo, domenica 2 gosto 2009)_498
COME LE NUVOLE BELLE
Osservo nel meriggio inoltrato una nuvola perfetta
colorata di arancio e celestino
la guardo passare velocemente
troppo rapidamente è andata via sfumata nel tramonto
del primo sabato d'agosto.
Mi viene in mente una ragazza bellissima
che frequentava la scuola superiore:
si chiamava Giovanna
di qualche anno più grande di me
io 16 lei 19.
La vedevo passare e andare a prendere il tram
tutti i giorni dal lunedi al sabato.
Un giorno presi coraggio e le dissi:
"Giovanna dovresti camminare più lentamente,
così io ho più tempo per vedere la tua bellezza ed eleganza".
Non disse niente e tirò dritto.
Nei giorni sucessivi non la vidi più passare
e nemmeno nelle settimane dopo.
Eppure sapevo che veniva regolarmente a scuola.
Aveva cambiato percorso, una via parallela.
La rincontrai dopo un mese memmeno mi guardò
ma camminava lentamente,
molto lentamente.
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COME LE NUVOLE BELLE
Osservo nel meriggio inoltrato una nuvola perfetta
colorata di arancio e celestino
la guardo passare velocemente
troppo rapidamente è andata via sfumata nel tramonto
del primo sabato d'agosto.
Mi viene in mente una ragazza bellissima
che frequentava la scuola superiore:
si chiamava Giovanna
di qualche anno più grande di me
io 16 lei 19.
La vedevo passare e andare a prendere il tram
tutti i giorni dal lunedi al sabato.
Un giorno presi coraggio e le dissi:
"Giovanna dovresti camminare più lentamente,
così io ho più tempo per vedere la tua bellezza ed eleganza".
Non disse niente e tirò dritto.
Nei giorni sucessivi non la vidi più passare
e nemmeno nelle settimane dopo.
Eppure sapevo che veniva regolarmente a scuola.
Aveva cambiato percorso, una via parallela.
La rincontrai dopo un mese memmeno mi guardò
ma camminava lentamente,
molto lentamente.
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(Settimo, sabato 1agosto 2009)_497
QUASI ALL'ALBA
Impigliati
in gocce di sudore e sale
sono fili di notte
Frastagliati sogni
di angoli e occhi
L'apertura della mattina su grigio lattiginoso di nuvole quasi ferme
e profili di rocce e gocce
lontano è il suono del treno che ha cantato all'alba
quel treno era una nave senza mare.
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QUASI ALL'ALBA
Impigliati
in gocce di sudore e sale
sono fili di notte
Frastagliati sogni
di angoli e occhi
L'apertura della mattina su grigio lattiginoso di nuvole quasi ferme
e profili di rocce e gocce
lontano è il suono del treno che ha cantato all'alba
quel treno era una nave senza mare.
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giovedì 30 luglio 2009
mercoledì 29 luglio 2009
(Genova, 20 luglio 2009, lunedi)
388_SBARCO SULLA LUNA
in quest’ora di uffici fuori servizio
risciacquo e strizzo lo straccio nel secchio
e avanzo lavando nel corridoio della caserma
lassù a piccoli balzi piantano la bandiera,
qui con il bastone in mano
cancello le impronte sulle piastrelle di graniglia:
com’ero giovane in tuta da marinaio,
com’è tornata distante la luna.
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388_SBARCO SULLA LUNA
in quest’ora di uffici fuori servizio
risciacquo e strizzo lo straccio nel secchio
e avanzo lavando nel corridoio della caserma
lassù a piccoli balzi piantano la bandiera,
qui con il bastone in mano
cancello le impronte sulle piastrelle di graniglia:
com’ero giovane in tuta da marinaio,
com’è tornata distante la luna.
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(Settimo, sabato 25 luglio 2009)_494
LE NUVOLE DI MARCO
Vento:
La montagna del vento
Mont Ventoux la chiamano i francesi
le pedalate sulle nuvole
per arrivare a toccare un margine
dietro la curva non curva;
la cima del monte ventoso
che cambia umore spesso
e penso a Marco Pantani
solo sulla montagna del vento,
da qualche parte da solo,
solo in cima che passa per primo.
Primo:
sul monte calvo
davanti
avanti anche al vento.
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LE NUVOLE DI MARCO
Vento:
La montagna del vento
Mont Ventoux la chiamano i francesi
le pedalate sulle nuvole
per arrivare a toccare un margine
dietro la curva non curva;
la cima del monte ventoso
che cambia umore spesso
e penso a Marco Pantani
solo sulla montagna del vento,
da qualche parte da solo,
solo in cima che passa per primo.
Primo:
sul monte calvo
davanti
avanti anche al vento.
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(Settimo, mercoledi 22 luglio 2009)_492
UNA NUVOLA SOLTANTO PROVA A DISEGNARE...
La schiena della collina suda
girata sul fianco sdraiata sul letto del grande fiume
in questo cielo d'afa stagnante
di sudore e birra calda.
Nella conca di calura
accumulati e uguali:
uomini zanzare mosche rane e cicale,
(le formiche si sa non sentono il caldo).
Fermi immobili gesti di uomini e animali.
Una nuvola soltanto
prova a disegnare nel cielo
prova a disegnare IL MARE.
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UNA NUVOLA SOLTANTO PROVA A DISEGNARE...
La schiena della collina suda
girata sul fianco sdraiata sul letto del grande fiume
in questo cielo d'afa stagnante
di sudore e birra calda.
Nella conca di calura
accumulati e uguali:
uomini zanzare mosche rane e cicale,
(le formiche si sa non sentono il caldo).
Fermi immobili gesti di uomini e animali.
Una nuvola soltanto
prova a disegnare nel cielo
prova a disegnare IL MARE.
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(Settimo, domenica 19 luglio 2009)_491
CASCO SPAZIALE (LA CONQUISTA DELLA LUNA)
Quando l'uomo mise i piedi sulla luna
io avevo quasi 11 anni
ero in montagna a Fenis vicino Aosta per le vacanze estive
che duravano quasi tre mesi
la scuola iniziava il 1° Ottobre.
E sognavo da grande di fare l'astronauta
mi avevano regalato un casco spaziale e anche ad agosto
con il caldo non lo toglievo mai se non per mangiare.
Ora che ne ho quasi 51
mi manca quel casco e la voglia di fare l'astronauta
ma mi è rimasta la curiosità per la luna, il cielo le forme delle nuvole
e tutto quello che vi è lassù.
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CASCO SPAZIALE (LA CONQUISTA DELLA LUNA)
Quando l'uomo mise i piedi sulla luna
io avevo quasi 11 anni
ero in montagna a Fenis vicino Aosta per le vacanze estive
che duravano quasi tre mesi
la scuola iniziava il 1° Ottobre.
E sognavo da grande di fare l'astronauta
mi avevano regalato un casco spaziale e anche ad agosto
con il caldo non lo toglievo mai se non per mangiare.
Ora che ne ho quasi 51
mi manca quel casco e la voglia di fare l'astronauta
ma mi è rimasta la curiosità per la luna, il cielo le forme delle nuvole
e tutto quello che vi è lassù.
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venerdì 17 luglio 2009
(Genova, 9 luglio 2009, giovedi)
386_INSTABILI E SOSPESI
così piccolo è l’uccello sul filo
per tanto gorgheggio nel silenzio:
in costume dimesso si confonde
con la quinta del muro,
in esercizio di equilibrio
per una platea di pochi passanti
instabili e sospesi,
pur di cantare si può fare a meno
di pubblico e palco.
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386_INSTABILI E SOSPESI
così piccolo è l’uccello sul filo
per tanto gorgheggio nel silenzio:
in costume dimesso si confonde
con la quinta del muro,
in esercizio di equilibrio
per una platea di pochi passanti
instabili e sospesi,
pur di cantare si può fare a meno
di pubblico e palco.
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(Settimo, domenica 12 luglio 2009)_488
IL GIORNALE DELLE NUVOLE
La domenica respira piano
vado a comprare Il giornale delle nuvole:
in prima pagina la notizia
che il vento nei prossimi giorni
cambierà direzione
sarà un vento di montagna verso il mare
soffierà forte
e gonfierà le vele
spazzerà via le parole degli ipocriti
porterà frescura e aria pulita
farà girare pollini
e le api saranno felici.
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IL GIORNALE DELLE NUVOLE
La domenica respira piano
vado a comprare Il giornale delle nuvole:
in prima pagina la notizia
che il vento nei prossimi giorni
cambierà direzione
sarà un vento di montagna verso il mare
soffierà forte
e gonfierà le vele
spazzerà via le parole degli ipocriti
porterà frescura e aria pulita
farà girare pollini
e le api saranno felici.
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(Settimo, venerdi 10 luglio 2009)_484
HAI PRESO UN CONO
Ancora la luna
che splende
dolcemente
in quest'ora che è quasi notte fonda
una musica che diventa anch'essa luna e terra umida
in questo mese di calda estate
nei margini di asfalti
nel riflesso del neon blu
non ti ho vista più
hai preso un cono fragola e panna
mentre la luna diventava ciliegia.
Ed il silenzio ha preso il colore
della nuvola più vicina
della nuvola più lontana.
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HAI PRESO UN CONO
Ancora la luna
che splende
dolcemente
in quest'ora che è quasi notte fonda
una musica che diventa anch'essa luna e terra umida
in questo mese di calda estate
nei margini di asfalti
nel riflesso del neon blu
non ti ho vista più
hai preso un cono fragola e panna
mentre la luna diventava ciliegia.
Ed il silenzio ha preso il colore
della nuvola più vicina
della nuvola più lontana.
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lunedì 6 luglio 2009
(Genova, 28 giugno 2009, domenica)
385_ORGOGLIO E PREGIUDIZIO
per curiosità sono sceso alla festa
e tornando al calare della notte mi chiedo
per quanto ancora c’è da sfilare in corteo
per ammettere che nella natura
la piuma è una variante di pelo
e la barba un attributo che può contrastare col gesto
e non è sempre un pieno a completare un vuoto:
saranno tutte di sesso diverso
le rondini a coppie
che sfrecciano alla finestra?
385_ORGOGLIO E PREGIUDIZIO
per curiosità sono sceso alla festa
e tornando al calare della notte mi chiedo
per quanto ancora c’è da sfilare in corteo
per ammettere che nella natura
la piuma è una variante di pelo
e la barba un attributo che può contrastare col gesto
e non è sempre un pieno a completare un vuoto:
saranno tutte di sesso diverso
le rondini a coppie
che sfrecciano alla finestra?
(Genova, 24 giugno 2009, mercoledi)
383_L’ORA DEI GATTI STESI
questa è l’ora in cui i gatti sono sdraiati
in piena lunghezza
sul muro tiepido di tramonto:
stesi con le zampe fuori dal bordo
sembrano dipinti in corsa s’un muro coricato,
da cui fra poco si alzeranno al buio imminente
per sparire nella verdura
è l’ora di maggiore invidia
per queste bestie così diverse da noi,
che stanchi di aver sostenuto
la posizione eretta per tutto il giorno
ci pieghiamo a breve nel sonno,
senza poterli mai seguire
nei loro affari notturni.
383_L’ORA DEI GATTI STESI
questa è l’ora in cui i gatti sono sdraiati
in piena lunghezza
sul muro tiepido di tramonto:
stesi con le zampe fuori dal bordo
sembrano dipinti in corsa s’un muro coricato,
da cui fra poco si alzeranno al buio imminente
per sparire nella verdura
è l’ora di maggiore invidia
per queste bestie così diverse da noi,
che stanchi di aver sostenuto
la posizione eretta per tutto il giorno
ci pieghiamo a breve nel sonno,
senza poterli mai seguire
nei loro affari notturni.
(Settimo, sabato 4 luglio 2009)_481
UN TRENO CHE CI PORTI VIA
Un caldo da cicale avvolge il mattino,
tram che si sono persi la notte si asciugano rugiade
solo sognate,
mentre le nuvole con code da topo passano lente
sulla pianura
e questa si chiama estate
accendo la radio
"Azzurro" cantata da Paolo Conte mi fa chiudere gli occhi
un treno che ci porti via nell’Arizona fra cactus e indiani
e soldatini blu
un treno libero senza binari che ci porti al mare.
La lavatrice centrifuga
riapro l'occhio
un caldo afoso mi avvolge i pensieri
anche quelli di ieri.
UN TRENO CHE CI PORTI VIA
Un caldo da cicale avvolge il mattino,
tram che si sono persi la notte si asciugano rugiade
solo sognate,
mentre le nuvole con code da topo passano lente
sulla pianura
e questa si chiama estate
accendo la radio
"Azzurro" cantata da Paolo Conte mi fa chiudere gli occhi
un treno che ci porti via nell’Arizona fra cactus e indiani
e soldatini blu
un treno libero senza binari che ci porti al mare.
La lavatrice centrifuga
riapro l'occhio
un caldo afoso mi avvolge i pensieri
anche quelli di ieri.
(Settimo, martedi 30 giugno 2009)_480
RIMINI 2009
La bambina che ha trentanni e troppa malinconia
dentro il bicchiere
mi parla di quando piove
e delle settimane di nebbia a novembre
quando le camere degli alberghi sono vuote e silenziose.
Adesso vuole cantare:
per il mare e la luna
per la soglia semichiusa
per la linea di cemento adriatica
che sembra non finire mai.
E mi dice sorridendo
"Tutto il mondo è così ...è così..."
poi spegne l'insegna gialla del neon
con scritto Souvenir
RICORDI,
Bambina.........................." siamo qui a Rimini."
e va via sulla strada lucida
nella notte di fine giugno.
RIMINI 2009
La bambina che ha trentanni e troppa malinconia
dentro il bicchiere
mi parla di quando piove
e delle settimane di nebbia a novembre
quando le camere degli alberghi sono vuote e silenziose.
Adesso vuole cantare:
per il mare e la luna
per la soglia semichiusa
per la linea di cemento adriatica
che sembra non finire mai.
E mi dice sorridendo
"Tutto il mondo è così ...è così..."
poi spegne l'insegna gialla del neon
con scritto Souvenir
RICORDI,
Bambina.........................." siamo qui a Rimini."
e va via sulla strada lucida
nella notte di fine giugno.
giovedì 25 giugno 2009
(Settimo, venerdi 19 giugno 2009)_474
LA GRANDINATA, I NEON SPENTI ALL’IPERMERCATO
Una raffica:
frastuoni dai lucernai dell’ipermercato
molti acquirenti si fermano, qualcuno si affretta a spostare l'auto,
a metterla al sicuro dalla grandine che viene giù sempre più forte e dura
Il neon
dello scaffale frigo che contiene yogurt e latte
d'improvviso si spegne
poi anche tutte le luci del supermercato.
Siamo in penombra
quasi silenzio:
è strano un centro commerciale senza luci,
si sente solo il temporale e la pioggia-grandine sbattere contro i lucernai.
Yogurt e caffè, scatolette di tonno e passata di pomodoro,
coca-cola senza neon
sono solo il sottobosco,
il respiro affannoso di vite
nelle città di periferia
poi dopo tre minuti si riaccendono le luci
e tutto torna come prima.
Solo lo sguardo della giovane madre appare incerto
poi continua a riempire il carrello
e a rimproverare i figlioletti
che no! l'ovetto con sorpresa non lo compra
"Ma poi arriva papà e ...”.
Io esco ed esce anche un raggio di sole.
Non ho comprato nulla nemmeno uno yogurt.
Domani dovrò fare la spesa...
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LA GRANDINATA, I NEON SPENTI ALL’IPERMERCATO
Una raffica:
frastuoni dai lucernai dell’ipermercato
molti acquirenti si fermano, qualcuno si affretta a spostare l'auto,
a metterla al sicuro dalla grandine che viene giù sempre più forte e dura
Il neon
dello scaffale frigo che contiene yogurt e latte
d'improvviso si spegne
poi anche tutte le luci del supermercato.
Siamo in penombra
quasi silenzio:
è strano un centro commerciale senza luci,
si sente solo il temporale e la pioggia-grandine sbattere contro i lucernai.
Yogurt e caffè, scatolette di tonno e passata di pomodoro,
coca-cola senza neon
sono solo il sottobosco,
il respiro affannoso di vite
nelle città di periferia
poi dopo tre minuti si riaccendono le luci
e tutto torna come prima.
Solo lo sguardo della giovane madre appare incerto
poi continua a riempire il carrello
e a rimproverare i figlioletti
che no! l'ovetto con sorpresa non lo compra
"Ma poi arriva papà e ...”.
Io esco ed esce anche un raggio di sole.
Non ho comprato nulla nemmeno uno yogurt.
Domani dovrò fare la spesa...
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lunedì 15 giugno 2009
(Settimo, domenica 7 giugno 2009)_470
MINACCIA
Una minaccia scura sta coprendo la pianura e il cielo
la sua ombra si allunga
la voce è possente
anche i merli, le lucertole, la grassa carpa hanno avvertito il pericolo
il ragno ha rinforzato la tela
la vespa ha scelto l'angolo più angolo che ha trovato PER RIFUGIARSI
vi è calma prima della battaglia
ed ecco i primi goccioloni scendere
le raffiche di vento si fanno più intense
ma all'orizzonte si vedono i raggi del sole:
luminosissimi e vincenti,
in fuga il nero temporale
ora la lucertola torna a danzare.
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MINACCIA
Una minaccia scura sta coprendo la pianura e il cielo
la sua ombra si allunga
la voce è possente
anche i merli, le lucertole, la grassa carpa hanno avvertito il pericolo
il ragno ha rinforzato la tela
la vespa ha scelto l'angolo più angolo che ha trovato PER RIFUGIARSI
vi è calma prima della battaglia
ed ecco i primi goccioloni scendere
le raffiche di vento si fanno più intense
ma all'orizzonte si vedono i raggi del sole:
luminosissimi e vincenti,
in fuga il nero temporale
ora la lucertola torna a danzare.
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(Settimo, sabato 6 giugno 2009)_469
TANTE PIOGGE
sono tante le piogge
che qui bagnano la pianura
ci sono quelle che bagnano i piedi,
le piogge intense
quelle che anche con ombrello e impermeabile
arrivano a bagnarti la schiena,
la pioggia obliqua,
ma sono poco frequenti
vi sono poi le piogge che non ti accorgi che piove
che bagnano gli occhi e lavano malinconie.
Tutte queste piogge e tante altre ancora
verranno a svegliare il mattino che sarà
domani forse chissà?
.
TANTE PIOGGE
sono tante le piogge
che qui bagnano la pianura
ci sono quelle che bagnano i piedi,
le piogge intense
quelle che anche con ombrello e impermeabile
arrivano a bagnarti la schiena,
la pioggia obliqua,
ma sono poco frequenti
vi sono poi le piogge che non ti accorgi che piove
che bagnano gli occhi e lavano malinconie.
Tutte queste piogge e tante altre ancora
verranno a svegliare il mattino che sarà
domani forse chissà?
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sabato 13 giugno 2009
giovedì 11 giugno 2009
MeteoDiario a Genova
Enrico Mario Lazzarin e Gianriccardo Scheri
presentano i loro blogs
durante la Notte della Poesia
del 15° Festival Internazionale di Poesia
venerdi 12 giugno 2009 - ore 19,00
libreria BOOK IN THE CASBA
Via di Prè, 137 r - Genova
La presentazione di “MeteoDiario” è inserita nel programma di eventi curato
dalla “Primavera dei Poeti”, che prevede incontri, letture, performances, mostre,
musica, in diversi spazi della città di Torino e località vicine, oltre ad interventi
nelle scuole: laboratori di creatività poetica, incontri, letture, traduzioni, concorsi.
Queste iniziative sono realizzate in stretta connessione con l'evento nazionale francese
“Le Printemps des Poètes” (ministeri francesi della Cultura e educazione)
e in collaborazione con il Centre Culturel Français di Torino, Alliance Française
di Cuneo, con l'ambasciata del Canada, il Centro Culturale del Quebec
e con più di 15 associazioni italiane e straniere.
Con il sostegno della Regione Piemonte, Provincia di Torino,
Provincia di Cuneo e del Ministero della francofonia Belga.
www.primaveradeipoeti.com
info@primaveradeipoeti.com
presentano i loro blogs
durante la Notte della Poesia
del 15° Festival Internazionale di Poesia
venerdi 12 giugno 2009 - ore 19,00
libreria BOOK IN THE CASBA
Via di Prè, 137 r - Genova
La presentazione di “MeteoDiario” è inserita nel programma di eventi curato
dalla “Primavera dei Poeti”, che prevede incontri, letture, performances, mostre,
musica, in diversi spazi della città di Torino e località vicine, oltre ad interventi
nelle scuole: laboratori di creatività poetica, incontri, letture, traduzioni, concorsi.
Queste iniziative sono realizzate in stretta connessione con l'evento nazionale francese
“Le Printemps des Poètes” (ministeri francesi della Cultura e educazione)
e in collaborazione con il Centre Culturel Français di Torino, Alliance Française
di Cuneo, con l'ambasciata del Canada, il Centro Culturale del Quebec
e con più di 15 associazioni italiane e straniere.
Con il sostegno della Regione Piemonte, Provincia di Torino,
Provincia di Cuneo e del Ministero della francofonia Belga.
www.primaveradeipoeti.com
info@primaveradeipoeti.com
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letture MeteoDiario,
NottePoesiaGenova2009
domenica 7 giugno 2009
(Settimo, sabato 30 maggio 2009)_466
LA PIOGGIA NON HA BAGNATO
Arriva il temporale:
le foglie dei tigli si preparano
come marinai si legano l'una all'altra
ma qualcuna di loro volerà via
nel vento perduta
Tutto il cielo è nero-grigio
si aspetta la pioggia e si teme la grandine
il vento fa cantare finestre e cerniere di portoni
cigolare camini instabili come vite a orario precario:
anche le formiche rosse si sono strette nei loro cunicoli
per una buona mezz'ora i venti hanno parlato
qualcuno ha alzato la voce
contrattato
un accordo all’ultimo istante
e la pioggia non ha bagnato.
.
LA PIOGGIA NON HA BAGNATO
Arriva il temporale:
le foglie dei tigli si preparano
come marinai si legano l'una all'altra
ma qualcuna di loro volerà via
nel vento perduta
Tutto il cielo è nero-grigio
si aspetta la pioggia e si teme la grandine
il vento fa cantare finestre e cerniere di portoni
cigolare camini instabili come vite a orario precario:
anche le formiche rosse si sono strette nei loro cunicoli
per una buona mezz'ora i venti hanno parlato
qualcuno ha alzato la voce
contrattato
un accordo all’ultimo istante
e la pioggia non ha bagnato.
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martedì 26 maggio 2009
(Settimo, domenica 24 maggio 2009)_464
PAROLE
Un caldo da rane
ed è passata la nuvola più blu
ed è svanita come una salita
fatta troppo in fretta che lascia gambe e polmoni asciutti e legnosi.
Un caldo da rane sulla pianura
affannata a prendersi la mattina frescolina che deve andare via
in un altra mattina
lontano al mare e alle palme con i datteri
alle parole non dette
e a quelle che non sappiamo nè dire
nè scrivere.
.
PAROLE
Un caldo da rane
ed è passata la nuvola più blu
ed è svanita come una salita
fatta troppo in fretta che lascia gambe e polmoni asciutti e legnosi.
Un caldo da rane sulla pianura
affannata a prendersi la mattina frescolina che deve andare via
in un altra mattina
lontano al mare e alle palme con i datteri
alle parole non dette
e a quelle che non sappiamo nè dire
nè scrivere.
.
(Settimo, domenica 17 maggio 2009)_461
SOTTO LE NUVOLE DI PORTA PALAZZO
Cammino tra le bancarelle di Porta Palazzo:
è qui che si sente Torino.
Guardo 100 mani che stringono le borse
con gli ortaggi e frutta colorata come questa piazza
dove passa il sangue della città
la vita vera di chi cerca un occasione migliore
Qualcuno fruga nei bidoni della spazzatura
qualcosa troverà
magari una nuvola-stella
caduta perchè?
caduta chissa?
La ragazza nera canta un dolore lontano.
Il ragazzo arabo sogna le pietre del suo deserto.
La signora siciliana senza ombrello spera che non piova.
Sotto le nuvole di Porta Palazzo.
.
SOTTO LE NUVOLE DI PORTA PALAZZO
Cammino tra le bancarelle di Porta Palazzo:
è qui che si sente Torino.
Guardo 100 mani che stringono le borse
con gli ortaggi e frutta colorata come questa piazza
dove passa il sangue della città
la vita vera di chi cerca un occasione migliore
Qualcuno fruga nei bidoni della spazzatura
qualcosa troverà
magari una nuvola-stella
caduta perchè?
caduta chissa?
La ragazza nera canta un dolore lontano.
Il ragazzo arabo sogna le pietre del suo deserto.
La signora siciliana senza ombrello spera che non piova.
Sotto le nuvole di Porta Palazzo.
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sabato 23 maggio 2009
(Settimo, sabato 16 maggio 2009)_460
VICINO AI BORDI DELLA NUVOLA BLU
Silenzio del sabato mattina:
qualcuno scende le scale
un imposta si scosta
un volo radente di un non identificato volatile
e gli occhi cominciano a osservare.
Grigio a est e anche a sud-ovest
vicino ai bordi
della nuvola che sta passando:
ritornare di lumache e rane al loro inizio
alla loro luce-oscurità diurna
e poi il silenzio si alza
lasciando "sottolineature"
vicino ai bordi della nuvola blu.
.
VICINO AI BORDI DELLA NUVOLA BLU
Silenzio del sabato mattina:
qualcuno scende le scale
un imposta si scosta
un volo radente di un non identificato volatile
e gli occhi cominciano a osservare.
Grigio a est e anche a sud-ovest
vicino ai bordi
della nuvola che sta passando:
ritornare di lumache e rane al loro inizio
alla loro luce-oscurità diurna
e poi il silenzio si alza
lasciando "sottolineature"
vicino ai bordi della nuvola blu.
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(Settimo, mercoledi 13 maggio 2009)_457
LE RONDINI
Guardo fuori
mattina iniziata
bella mattina maggiolina
eppure mancano loro
con i voli radenti in cerca di insetti
il non fermarsi mai in cerca di terra nuova
ritornando da dove si è vista la luce
fino a quando la luna sposta acqua.
Sono le rondini
povere rondini confuse
da altri e alti muri non solo di cemento
più o meno armato.
.
LE RONDINI
Guardo fuori
mattina iniziata
bella mattina maggiolina
eppure mancano loro
con i voli radenti in cerca di insetti
il non fermarsi mai in cerca di terra nuova
ritornando da dove si è vista la luce
fino a quando la luna sposta acqua.
Sono le rondini
povere rondini confuse
da altri e alti muri non solo di cemento
più o meno armato.
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(Genova, 15 maggio 2009, venerdi)
378_ROVINE
degli uccelletti a piccoli balzi
esplorano il giardino incolto,
piegando appena gli archi di rovi
che lo ricoprono per intero
dicono che le città senza di noi
in poche stagioni sarebbero invase e distrutte
dalla forza di rami e radici:
dal basso spezzando il cemento,
da sopra avvolgendo in groviglio di spine
se non tagliassi l’erba ogni giorno,
tutto ne sarebbe sommerso,
mi dice il custode del cimitero:
considero oltre il muro le circostanti abitazioni
come lapidi di marmo già percorse dalle crepe,
l’asfalto dei vialetti senza più ruote,
le luminarie ormai spente,
un arredo funebre a sua volta sepolto
solo il nostro sguardo apprezza
il fascino delle rovine,
in un mucchio di sassi nascosto dal bosco.
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378_ROVINE
degli uccelletti a piccoli balzi
esplorano il giardino incolto,
piegando appena gli archi di rovi
che lo ricoprono per intero
dicono che le città senza di noi
in poche stagioni sarebbero invase e distrutte
dalla forza di rami e radici:
dal basso spezzando il cemento,
da sopra avvolgendo in groviglio di spine
se non tagliassi l’erba ogni giorno,
tutto ne sarebbe sommerso,
mi dice il custode del cimitero:
considero oltre il muro le circostanti abitazioni
come lapidi di marmo già percorse dalle crepe,
l’asfalto dei vialetti senza più ruote,
le luminarie ormai spente,
un arredo funebre a sua volta sepolto
solo il nostro sguardo apprezza
il fascino delle rovine,
in un mucchio di sassi nascosto dal bosco.
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(Genova, 11 maggio 2009, lunedi)
376_RONDINI
saettano le rondini bentornate,
sfiorando i muri dove hanno ritrovato il nido:
ma è giusto che tutti gli anni vengano dall’Africa
a mangiare le nostre mosche?
tutto il giorno fra richiami assordanti,
con la vista confusa dal volo senza sosta e senso
di parentesi nere su foglio azzurro:
alzate un confine una rete
una gabbia che tenga noi solo al sicuro.
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376_RONDINI
saettano le rondini bentornate,
sfiorando i muri dove hanno ritrovato il nido:
ma è giusto che tutti gli anni vengano dall’Africa
a mangiare le nostre mosche?
tutto il giorno fra richiami assordanti,
con la vista confusa dal volo senza sosta e senso
di parentesi nere su foglio azzurro:
alzate un confine una rete
una gabbia che tenga noi solo al sicuro.
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martedì 19 maggio 2009
(Settimo, domenica 10 maggio 2009)_456
APPENA IN TEMPO: UNA PIOGGIA FITTA
Ho ripreso la bicicletta e la gamba piano piano si sta facendo
perlustro i margini della città
dove trovi rifiuti e cose che sono ritenute superflue
e vengono lasciate sparse per la campagna:
cumuli di vecchie lavatrici e frigoriferi,
pneumatici e macerie
piastrelle e vecchi WC,
rubinetti, televisori e scheletri di automobili,
poi a volte l'erba cresce e copre i rifiuti
che costanza ha il verde a coprire e a farsi largo
tra lo scempio e il sudiciume
che costanza ha l'erba di crescere....
Dopo qualche km,
una decina di mucche pascolano tranquille,
il pastore seduto a fumare mi saluta
e mi indica le nuvole nere minacciose a ovest
bisogna tornare penso ma sono lontano da casa
almeno una dozzina di km
pedalo forte e in meno di mezz'ora sono a casa
sudato chiudo la porta
e inizia a venire giù una pioggia fitta fitta:
appena in tempo.
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APPENA IN TEMPO: UNA PIOGGIA FITTA
Ho ripreso la bicicletta e la gamba piano piano si sta facendo
perlustro i margini della città
dove trovi rifiuti e cose che sono ritenute superflue
e vengono lasciate sparse per la campagna:
cumuli di vecchie lavatrici e frigoriferi,
pneumatici e macerie
piastrelle e vecchi WC,
rubinetti, televisori e scheletri di automobili,
poi a volte l'erba cresce e copre i rifiuti
che costanza ha il verde a coprire e a farsi largo
tra lo scempio e il sudiciume
che costanza ha l'erba di crescere....
Dopo qualche km,
una decina di mucche pascolano tranquille,
il pastore seduto a fumare mi saluta
e mi indica le nuvole nere minacciose a ovest
bisogna tornare penso ma sono lontano da casa
almeno una dozzina di km
pedalo forte e in meno di mezz'ora sono a casa
sudato chiudo la porta
e inizia a venire giù una pioggia fitta fitta:
appena in tempo.
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(Settimo, venerdi 8 maggio 2009)_454
SENZA LE ROSE
Vogliamo anche le rose,
pare dire
la rotatoria spelacchiata e abbandonata sulla statale per Torino,
invece sta diventando una discarica.
Ma oggi sono arrivati i giardinieri manutentori del comune
che hanno piantato una siepe verde scuro
e pulito dalle cartacce la rotonda:
tempo di elezioni.
I giardinieri si sono fermati alle 12,30 a mangiarsi un panino
proprio lì nel mezzo della rotatoria
poi hanno raccolto i loro attrezzi
e sono andati verso ovest,
là ove riposano le nuvole pigre
verso un altra rotonda senza rose forse chissà?
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SENZA LE ROSE
Vogliamo anche le rose,
pare dire
la rotatoria spelacchiata e abbandonata sulla statale per Torino,
invece sta diventando una discarica.
Ma oggi sono arrivati i giardinieri manutentori del comune
che hanno piantato una siepe verde scuro
e pulito dalle cartacce la rotonda:
tempo di elezioni.
I giardinieri si sono fermati alle 12,30 a mangiarsi un panino
proprio lì nel mezzo della rotatoria
poi hanno raccolto i loro attrezzi
e sono andati verso ovest,
là ove riposano le nuvole pigre
verso un altra rotonda senza rose forse chissà?
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giovedì 7 maggio 2009
(Settimo, sabato 2 maggio 2009)_450
IL SORRISO DI ELEONORA
Eleonora la Presidente
che ha sguardi profondi e vede cose che noi con i nostri occhi aperti
non vedremo mai.
Eleonora
bambina in fuga da sempre
la poesia un lampo sul finestrino del treno che ti porta via
lontano dalla tua terra.
Eleonora che ha sorrisi per le nuvole,
e per le giornate cupe,
per le polveri impolverate
per le notti fredde
per gli amici non tornati.
Eleonora che si stupisce per un margine nel margine
che dolcezza,
il suo sorriso festoso,
che diventa il suo occhio
i suoi occhi trasparenti!
(dedicata ad Eleonora Manzin, Presidente dell’Assoc.”Les Droles” di Giaveno)
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IL SORRISO DI ELEONORA
Eleonora la Presidente
che ha sguardi profondi e vede cose che noi con i nostri occhi aperti
non vedremo mai.
Eleonora
bambina in fuga da sempre
la poesia un lampo sul finestrino del treno che ti porta via
lontano dalla tua terra.
Eleonora che ha sorrisi per le nuvole,
e per le giornate cupe,
per le polveri impolverate
per le notti fredde
per gli amici non tornati.
Eleonora che si stupisce per un margine nel margine
che dolcezza,
il suo sorriso festoso,
che diventa il suo occhio
i suoi occhi trasparenti!
(dedicata ad Eleonora Manzin, Presidente dell’Assoc.”Les Droles” di Giaveno)
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(Settimo, giovedi 30 aprile 2009)_449
CIAO VERDINA, 236768 Km
Viaggi dal Molise a Parigi,
Basilea - Como,
Verona e Parma ,
Torino e Firenze,
Torino – Ancona.
Da Torino a Milano quante volte..
Da Settimo a Poirino quanta nebbia
le stagioni che si rincorrono
un sorriso dimenticato
un parcheggio libero
un autolavaggio a mano per la verdina
che non mi hai mai mollato
con la nebbia e il sole
la pioggia e il vento
da Settimo a Imperia
il mare è una curva improvvisa
la pianura ci sta dentro:
12 anni e vai in pensione rottamata,
eppure ne avresti fatta ancora tanta di strada.
Chissà se esistono dei Dopo per le auto,
mi piace pensare di si !
CIAO VERDINA!
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CIAO VERDINA, 236768 Km
Viaggi dal Molise a Parigi,
Basilea - Como,
Verona e Parma ,
Torino e Firenze,
Torino – Ancona.
Da Torino a Milano quante volte..
Da Settimo a Poirino quanta nebbia
le stagioni che si rincorrono
un sorriso dimenticato
un parcheggio libero
un autolavaggio a mano per la verdina
che non mi hai mai mollato
con la nebbia e il sole
la pioggia e il vento
da Settimo a Imperia
il mare è una curva improvvisa
la pianura ci sta dentro:
12 anni e vai in pensione rottamata,
eppure ne avresti fatta ancora tanta di strada.
Chissà se esistono dei Dopo per le auto,
mi piace pensare di si !
CIAO VERDINA!
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(Genova, 29 aprile 2009, mercoledi)
375_CRISI DIPINTA
su fondo azzurro sbiadito
dei tratti sottili sono sospesi
sopra larghi segni in bianco verticale
poi col diluirsi dell’ora
il paesaggio si uniforma in opinione diffusa
di grigio perlato,
di aria ferma,
di tendenza incerta,
di lavatura di pennello incrostato.
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375_CRISI DIPINTA
su fondo azzurro sbiadito
dei tratti sottili sono sospesi
sopra larghi segni in bianco verticale
poi col diluirsi dell’ora
il paesaggio si uniforma in opinione diffusa
di grigio perlato,
di aria ferma,
di tendenza incerta,
di lavatura di pennello incrostato.
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(Genova, 27 aprile 2009, lunedi)
374_OMBRELLI
un tetto nero di catrame
lucido come lo scafo di una barca
tirata in secco e rovesciata nella verdura:
case imbevute della pioggia passata
e ora di nuovo appesa
una macchia più scura del cielo superiore
è nave o nuvola posata sul mare:
giorni addietro avevamo il sole come guida,
ora la minaccia sospesa ci tiene a capo chino
ognuno si arrangia con l’ombrello che trova,
quello di famiglia nell’ingresso
o comprato a poco per strada,
guarda in alto e azzarda una previsione,
per esperienza o con telecomando.
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374_OMBRELLI
un tetto nero di catrame
lucido come lo scafo di una barca
tirata in secco e rovesciata nella verdura:
case imbevute della pioggia passata
e ora di nuovo appesa
una macchia più scura del cielo superiore
è nave o nuvola posata sul mare:
giorni addietro avevamo il sole come guida,
ora la minaccia sospesa ci tiene a capo chino
ognuno si arrangia con l’ombrello che trova,
quello di famiglia nell’ingresso
o comprato a poco per strada,
guarda in alto e azzarda una previsione,
per esperienza o con telecomando.
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mercoledì 29 aprile 2009
(Settimo, venerdi 24 aprile 2009)_445
IL TRIFOGLIO, LA RIGA AZZURRINA,
L'OCCHIO DELLA MINILEPRE
Sulla verde collina
confina la riga azzurrina e marroncina-giallina
della mattina
appena aperta dal trifoglio.
Lucido è l'occhio della mini lepre
che guarda le nuvole gonfie di pioggia
e sogna l'erbetta fresca
diventare
alta e verde.
E la pioggia la bagna come bagna il trifoglio.
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IL TRIFOGLIO, LA RIGA AZZURRINA,
L'OCCHIO DELLA MINILEPRE
Sulla verde collina
confina la riga azzurrina e marroncina-giallina
della mattina
appena aperta dal trifoglio.
Lucido è l'occhio della mini lepre
che guarda le nuvole gonfie di pioggia
e sogna l'erbetta fresca
diventare
alta e verde.
E la pioggia la bagna come bagna il trifoglio.
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(Settimo, mercoledi 22 aprile 2009)_444
SENZA LE CALZE
Dietro la mia Punto,
una Panda vecchio modello bianca:
la donna ferma al semaforo scende
e velocemente si toglie un giubbotto grigio
poi sale
in tempo per il verde.
Anche il cielo questa mattina
si è tolto il giubbino grigio di nuvole
e un sole caldo
ha dato colore alla pianura
alle code dei gatti che la abitano
alle donne che sono andate a lavorare.
Senza le calze.
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SENZA LE CALZE
Dietro la mia Punto,
una Panda vecchio modello bianca:
la donna ferma al semaforo scende
e velocemente si toglie un giubbotto grigio
poi sale
in tempo per il verde.
Anche il cielo questa mattina
si è tolto il giubbino grigio di nuvole
e un sole caldo
ha dato colore alla pianura
alle code dei gatti che la abitano
alle donne che sono andate a lavorare.
Senza le calze.
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(Genova, 21 aprile 2009, martedi)
373_AMANTI SULLA CORDA
tesissima la bandiera oppone palo e tela
allo scirocco,
un cappello scuro calcato in testa al monte
s’impiuma di bianco,
a riflesso della faccia che vi si specchia
appare nera l’acqua nella tazza:
un lago di ruggine e piombo
senza uomini e navi alle sponde
si abbracciano maniche con gambe
di pigiami e camicie:
amanti sulla corda
per non cedere al vento,
al precipizio del cortile
che inghiotte e non restituisce.
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373_AMANTI SULLA CORDA
tesissima la bandiera oppone palo e tela
allo scirocco,
un cappello scuro calcato in testa al monte
s’impiuma di bianco,
a riflesso della faccia che vi si specchia
appare nera l’acqua nella tazza:
un lago di ruggine e piombo
senza uomini e navi alle sponde
si abbracciano maniche con gambe
di pigiami e camicie:
amanti sulla corda
per non cedere al vento,
al precipizio del cortile
che inghiotte e non restituisce.
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giovedì 23 aprile 2009
(Settimo, venerdi 17 aprile 2009)_441
ATTIMI
Pioggerella poi solo pioggia
nuvole grigie
poi sprazzi di luce e sole sul prato
accanto al bosco di ippocastagni e betulle,
ho visto il riccio cercare la riccia
ho visto l'erba crescere in un minuto
ho visto il verde farsi ranocchia
ho sentito la goccia diventare tuono
e il cielo grigio trasformarsi in azzurro per un secondo
durato un giorno.
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ATTIMI
Pioggerella poi solo pioggia
nuvole grigie
poi sprazzi di luce e sole sul prato
accanto al bosco di ippocastagni e betulle,
ho visto il riccio cercare la riccia
ho visto l'erba crescere in un minuto
ho visto il verde farsi ranocchia
ho sentito la goccia diventare tuono
e il cielo grigio trasformarsi in azzurro per un secondo
durato un giorno.
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(Settimo, giovedi 16 aprile 2009)_440
LA FARFALLA E IL FUMATORE
Il contorno del tulipano violetto,
con lievi striature di giallo:
gli vola intorno una farfalla cercando di schivare
le gocce di pioggia.
Sa che si bagnerà e non riuscirà più a volare
ma il colore del tulipano l'attira come un abbraccio fatale
poi uno sprazzo di sole
le fa riprendere il volo
e cerca colore e profumo.
Anche l'uomo seduto al bar aspetta dietro ai vetri
che non piova più
per uscire fuori nel sole a fumare.
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LA FARFALLA E IL FUMATORE
Il contorno del tulipano violetto,
con lievi striature di giallo:
gli vola intorno una farfalla cercando di schivare
le gocce di pioggia.
Sa che si bagnerà e non riuscirà più a volare
ma il colore del tulipano l'attira come un abbraccio fatale
poi uno sprazzo di sole
le fa riprendere il volo
e cerca colore e profumo.
Anche l'uomo seduto al bar aspetta dietro ai vetri
che non piova più
per uscire fuori nel sole a fumare.
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(Genova, 15 aprile 2009, mercoledi)
371_AZZURRO MANCANTE
dei vestiti grigi e neri pendono
sotto un cielo con le stesse tinte:
un bucato bianco e rosa accanto ci consola
non ci siamo svegliati nella stagione sbagliata:
lo dimostra intorno il verde trionfante
e come disse il pittore,
non possiamo giudicare l’intero quadro
per una pausa di azzurro mancante.
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371_AZZURRO MANCANTE
dei vestiti grigi e neri pendono
sotto un cielo con le stesse tinte:
un bucato bianco e rosa accanto ci consola
non ci siamo svegliati nella stagione sbagliata:
lo dimostra intorno il verde trionfante
e come disse il pittore,
non possiamo giudicare l’intero quadro
per una pausa di azzurro mancante.
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martedì 14 aprile 2009
(Settimo, sabato 11 aprile 2009)_437
METTENDO IN ORDINE VECCHIE FOTOGRAFIE
Vecchie foto da mettere in ordine,
scordati alcuni nomi:
anni settanta,
come ci si scorda un cielo pieno di sovrapposti altocumuli,
formazioni primaverili di nuvole.
Un epoca di grandi speranze e sogni utopici così li definiscono i libri di storia.
Echi lontani di risate e canzoni affiorano,
in questa mattina di pioggia
i sogni rimasti tra il mare e la terra
senza saper nuotare rimangono a galla a volte annaspano
quando il vento è tempesta
a volte s'infrangono su scogli di granito.
E ti guardi indietro con infinita sincerità e tenerezza
fai un gesto con le mani mettendo in ordine le foto di trentanni fa
e pensi che è valsa la pena aver sognato.
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METTENDO IN ORDINE VECCHIE FOTOGRAFIE
Vecchie foto da mettere in ordine,
scordati alcuni nomi:
anni settanta,
come ci si scorda un cielo pieno di sovrapposti altocumuli,
formazioni primaverili di nuvole.
Un epoca di grandi speranze e sogni utopici così li definiscono i libri di storia.
Echi lontani di risate e canzoni affiorano,
in questa mattina di pioggia
i sogni rimasti tra il mare e la terra
senza saper nuotare rimangono a galla a volte annaspano
quando il vento è tempesta
a volte s'infrangono su scogli di granito.
E ti guardi indietro con infinita sincerità e tenerezza
fai un gesto con le mani mettendo in ordine le foto di trentanni fa
e pensi che è valsa la pena aver sognato.
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(Settimo, martedi 7 aprile 2009)_433
L'URLO DENTRO l'ANIMA
Di notte la radio informa:
LA TERRA HA TREMATO.
Nel dormiveglia sogno le notti passate dormendo fuori
al riparo del camion,
raffiorano i nomi di Tarcento, Gemona, Cividale:
militare in Friuli,
con la paura di sentire ancora L'URLO DELLA MONTAGNA.
L'urlo mi è rimasto per sempre dentro l'anima
e penso alla città de L'Aquila ferita a morte ai suoi abitanti
come nuvole in balia dei venti
come porte che non si apriranno più
senza sapere dove andare
senza parole
senza gesti da fare
sperando che non piova.
L'URLO DENTRO l'ANIMA
Di notte la radio informa:
LA TERRA HA TREMATO.
Nel dormiveglia sogno le notti passate dormendo fuori
al riparo del camion,
raffiorano i nomi di Tarcento, Gemona, Cividale:
militare in Friuli,
con la paura di sentire ancora L'URLO DELLA MONTAGNA.
L'urlo mi è rimasto per sempre dentro l'anima
e penso alla città de L'Aquila ferita a morte ai suoi abitanti
come nuvole in balia dei venti
come porte che non si apriranno più
senza sapere dove andare
senza parole
senza gesti da fare
sperando che non piova.
(Genova, 9 aprile 2009, giovedi)
370_SCOSSE
ad ogni nuova scossa crolla un pezzo di chiesa,
si allarga la crepa nel palazzo del governo,
cade la pietra indifesa
e si arrende disarmato il cemento:
in anarchica metafora
la terra si ribella ai poteri sovrastanti
perduta la proprietà si torna nomadi alle tende,
in un attimo ridotti ad ospiti in transito,
profughi accampati fuori dalle mura
alla carità degli altri:
per l’agguato dell’imprevisto evento
oppure a misura e conferma della nostra certezza
di poter costruire comunque?
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370_SCOSSE
ad ogni nuova scossa crolla un pezzo di chiesa,
si allarga la crepa nel palazzo del governo,
cade la pietra indifesa
e si arrende disarmato il cemento:
in anarchica metafora
la terra si ribella ai poteri sovrastanti
perduta la proprietà si torna nomadi alle tende,
in un attimo ridotti ad ospiti in transito,
profughi accampati fuori dalle mura
alla carità degli altri:
per l’agguato dell’imprevisto evento
oppure a misura e conferma della nostra certezza
di poter costruire comunque?
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domenica 5 aprile 2009
(Settimo, domenica 5 aprile 2009)_432
RIASSUNTI
Il cielo è grigio,
ci appare come una tela squarciata
come una ferita d’arma da fuoco
con al centro un bagliore che fa intravedere il sole
che sembra allargarsi:
pioggia-sangue
poi.... qualche mano ricuce la tela grigia.
Il riassunto della domenica è un altra domenica,
mica come per il coccodrillo che è la lucertola.
Ora il riassunto del cielo grigio che promette pioggia è:
andare alla finestra e guardare
solamente osservare
e poi forse scrivere.
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RIASSUNTI
Il cielo è grigio,
ci appare come una tela squarciata
come una ferita d’arma da fuoco
con al centro un bagliore che fa intravedere il sole
che sembra allargarsi:
pioggia-sangue
poi.... qualche mano ricuce la tela grigia.
Il riassunto della domenica è un altra domenica,
mica come per il coccodrillo che è la lucertola.
Ora il riassunto del cielo grigio che promette pioggia è:
andare alla finestra e guardare
solamente osservare
e poi forse scrivere.
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(Settimo, giovedi 2 aprile 2009)_429
PIOGGIA OBLIQUA
Tutto il rosa petalo che sgocciola sul marciapiede fradicio
non riflette il cielo
che respira luminoso
solo là.. più in fondo luminoso!
Ore 10 di mattina ha ripreso la pioggia obliqua a bagnare occhiali
e bocche aperte che non emettono suoni.
Il traffico ancora più lento e nervoso.
Tutto il rosa petalo si scioglie prima che sia mezzogiorno
prima che si volga lo sguardo altrove.
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PIOGGIA OBLIQUA
Tutto il rosa petalo che sgocciola sul marciapiede fradicio
non riflette il cielo
che respira luminoso
solo là.. più in fondo luminoso!
Ore 10 di mattina ha ripreso la pioggia obliqua a bagnare occhiali
e bocche aperte che non emettono suoni.
Il traffico ancora più lento e nervoso.
Tutto il rosa petalo si scioglie prima che sia mezzogiorno
prima che si volga lo sguardo altrove.
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(Genova, 5 aprile 2009, domenica)
366_PIUME
mattina di pioggia notturna,
di conseguenti macchie sui tetti e negli orti,
di tenero verde super splendente
prima è fiorito il pesco poi il ciliegio
e altri alberi di cui profano e distante
non conosco nomi e frutti:
un ventaglio di petali è sparso sulla strada bagnata,
di piume cadute a terra
da una invisibile zuffa in aria,
un combattimento alato nel buio
sul nostro sonno.
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366_PIUME
mattina di pioggia notturna,
di conseguenti macchie sui tetti e negli orti,
di tenero verde super splendente
prima è fiorito il pesco poi il ciliegio
e altri alberi di cui profano e distante
non conosco nomi e frutti:
un ventaglio di petali è sparso sulla strada bagnata,
di piume cadute a terra
da una invisibile zuffa in aria,
un combattimento alato nel buio
sul nostro sonno.
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(Genova, 29 marzo 2009, domenica)
364_RITORNO
scende il treno al piano nella pioggia:
pini bruciati sulle cime,
intrico di rami al bordo,
orti e case di pietra nel fondo verde delle pieghe
poi fabbriche dismesse
case di ferrovieri
cucine illuminate
bagliori di azzurro dietro le tende
insegne di mercati:
uccello in volo annuncia terra,
un gatto al trotto lungo il binario,
la prossima stazione
il mare s’infuria con la diga,
il vento contro ci accoglie a fine della corsa,
scroscia la pioggia oltre la finestra,
ne scorre un filo nel lavabo:
in acqua di marzo affonda il mese.
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364_RITORNO
scende il treno al piano nella pioggia:
pini bruciati sulle cime,
intrico di rami al bordo,
orti e case di pietra nel fondo verde delle pieghe
poi fabbriche dismesse
case di ferrovieri
cucine illuminate
bagliori di azzurro dietro le tende
insegne di mercati:
uccello in volo annuncia terra,
un gatto al trotto lungo il binario,
la prossima stazione
il mare s’infuria con la diga,
il vento contro ci accoglie a fine della corsa,
scroscia la pioggia oltre la finestra,
ne scorre un filo nel lavabo:
in acqua di marzo affonda il mese.
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