
lunedì 17 maggio 2010
(Settimo, venerdi 14 maggio 2010)_681
LE ANATRE MUTE NEL MESE DI MAGGIO
Tutti questi sbuffi di nuvole che vanno, ritornano
si consumano;
per tenere lontano il sole
portano sabbie
alfabeti di polveri
in lingue sconosciute.
Adesso pare arrivi un nuovo temporale
ci toglie riflessi porpora e celesti e allegrie sfiorate per caso.
Come anatre mute nel mese di Maggio
scivoliamo via insieme alla pioggia,
che a noi bagna.
Il muschio rinvigorisce
l'erba canta
sentendolo arrivare
le anatre quelle mute
fanno esercizi di equilibrio ,
in questo mese di Maggio
troppo umido anche per loro!
.
LE ANATRE MUTE NEL MESE DI MAGGIO
Tutti questi sbuffi di nuvole che vanno, ritornano
si consumano;
per tenere lontano il sole
portano sabbie
alfabeti di polveri
in lingue sconosciute.
Adesso pare arrivi un nuovo temporale
ci toglie riflessi porpora e celesti e allegrie sfiorate per caso.
Come anatre mute nel mese di Maggio
scivoliamo via insieme alla pioggia,
che a noi bagna.
Il muschio rinvigorisce
l'erba canta
sentendolo arrivare
le anatre quelle mute
fanno esercizi di equilibrio ,
in questo mese di Maggio
troppo umido anche per loro!
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(Settimo, martedi 11 maggio 2010)_679
LA NUVOLA SOGNA
Libera la nuvola
libera è
nel cielo che sa quasi di sera
la nuvola canta:
il passaggio sul mare,
la città tutta illuminata,
la pianura addormentata,
il fiume placido,
il papavero nato sul marciapiede,
il fiore calpestato ma colorato,
il bambino cullato.
La nuvola ride:
del soffio giunto dal vulcano lontano,
degli aerei fermi negli hangar,
delle autostrade intasate.
La nuvola sogna:
un vento leggero che la porti sopra il mare.
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LA NUVOLA SOGNA
Libera la nuvola
libera è
nel cielo che sa quasi di sera
la nuvola canta:
il passaggio sul mare,
la città tutta illuminata,
la pianura addormentata,
il fiume placido,
il papavero nato sul marciapiede,
il fiore calpestato ma colorato,
il bambino cullato.
La nuvola ride:
del soffio giunto dal vulcano lontano,
degli aerei fermi negli hangar,
delle autostrade intasate.
La nuvola sogna:
un vento leggero che la porti sopra il mare.
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sabato 15 maggio 2010
MeteoDiario_7 a Pino Torinese
Estratto dalle letture
di Enrico M.Lazzarin e Gianriccardo Scheri
alla Viale Art Gallery di Susanna Viale
a Pino Torinese, il 21 marzo 2010.
Riprese di Marco Ballocco.
di Enrico M.Lazzarin e Gianriccardo Scheri
alla Viale Art Gallery di Susanna Viale
a Pino Torinese, il 21 marzo 2010.
Riprese di Marco Ballocco.
lunedì 10 maggio 2010
(Genova, 6 maggio 2010, giovedi)
498_ULTIMO SCROSCIO
con l’ultimo scroscio sul tetto di vetro,
la pioggia ci saluta e passa la collina:
restano in cielo ciuffi e brandelli,
cuscini e coperte del sonno ignorante
che ci ha difeso dal rumore del mondo
soffia il vulcano, brucia la banca:
in apparenza morti
per qualche ora evitiamo la pena
del risveglio.
.
498_ULTIMO SCROSCIO
con l’ultimo scroscio sul tetto di vetro,
la pioggia ci saluta e passa la collina:
restano in cielo ciuffi e brandelli,
cuscini e coperte del sonno ignorante
che ci ha difeso dal rumore del mondo
soffia il vulcano, brucia la banca:
in apparenza morti
per qualche ora evitiamo la pena
del risveglio.
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(Settimo, domenica 9 maggio 2010)_677
IL PONTE SUL FIUME SCURO
Pare tranquilla la collina nella mattina
il grande fiume si è fatto meno scuro
la sua pancia appoggiata alle nuvole
respira piano.
La carpa e il pesce gatto
riprendono sentieri d'acqua cancellati ma non del tutto dalla piena,
mentre un gabbiano atterra su un grumo di terra nera.
Nel mezzo del Po
il luccio ha la bocca piena di nuvole e di prede.
Passo il ponte:
dalla collina alla pianura
e non so mai da dove arriva questa paura!
Veloce attraverso il Po.
La pianura allarga le mani
il fiume scuro è lontano.
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IL PONTE SUL FIUME SCURO
Pare tranquilla la collina nella mattina
il grande fiume si è fatto meno scuro
la sua pancia appoggiata alle nuvole
respira piano.
La carpa e il pesce gatto
riprendono sentieri d'acqua cancellati ma non del tutto dalla piena,
mentre un gabbiano atterra su un grumo di terra nera.
Nel mezzo del Po
il luccio ha la bocca piena di nuvole e di prede.
Passo il ponte:
dalla collina alla pianura
e non so mai da dove arriva questa paura!
Veloce attraverso il Po.
La pianura allarga le mani
il fiume scuro è lontano.
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(Settimo, domenica 9 maggio 2010)_676
I DUE TEMPI DEL MARINAIO A MISCELA
Una notte incerta
di nuvole e luna
accartocciati sogni
di girasoli mai nati.
L'umidità dà colore
e porta raffreddore.
Ricordo il mio motorino a due tempi
sotto la pioggia di Maggio non partiva
e coprirlo non serviva.
Marinaio in terra
trovavo il mare dietro una curva cattiva
che candore
e bellezza tratteneva
quel marinaio a miscela!
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I DUE TEMPI DEL MARINAIO A MISCELA
Una notte incerta
di nuvole e luna
accartocciati sogni
di girasoli mai nati.
L'umidità dà colore
e porta raffreddore.
Ricordo il mio motorino a due tempi
sotto la pioggia di Maggio non partiva
e coprirlo non serviva.
Marinaio in terra
trovavo il mare dietro una curva cattiva
che candore
e bellezza tratteneva
quel marinaio a miscela!
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(Settimo, venerdi 7 maggio 2010)_674
NELLA NOTTE A VENIRE
Sottile è la pioggia
bagna il verde nel verde.
Brilla la luce
del maggio,
Maggio di goccia
ombrelli aperti
in occhi reclusi al cielo.
La giornata fluisce
in riflessi lucidi
nelle foglie d'erba bagnata fino là in cima
alla collina;
finche la nuvola riposerà
nella notte a venire!
.
NELLA NOTTE A VENIRE
Sottile è la pioggia
bagna il verde nel verde.
Brilla la luce
del maggio,
Maggio di goccia
ombrelli aperti
in occhi reclusi al cielo.
La giornata fluisce
in riflessi lucidi
nelle foglie d'erba bagnata fino là in cima
alla collina;
finche la nuvola riposerà
nella notte a venire!
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giovedì 6 maggio 2010
QUALCHE NUVOLA di Gianfranco Isetta
.
QUALCHE NUVOLA
Ritagli sui vetri
contorni
sempre cangianti come
le occasioni del mondo(*)
Così varchi l'ingresso
e l'intimo
si confonde ai passanti,
debito alla mia curiosità.
(*) "... occasioni del mondo": citazione di I.Calvino
Gianfranco Isetta
è nato nel 1949 a Castelnuovo Scrivia (AL)
dove vive e lavora come Direttore Amministrativo
presso il locale Istituto Scolastico Comprensivo.
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QUALCHE NUVOLA
Ritagli sui vetri
contorni
sempre cangianti come
le occasioni del mondo(*)
Così varchi l'ingresso
e l'intimo
si confonde ai passanti,
debito alla mia curiosità.
(*) "... occasioni del mondo": citazione di I.Calvino
Gianfranco Isetta
è nato nel 1949 a Castelnuovo Scrivia (AL)
dove vive e lavora come Direttore Amministrativo
presso il locale Istituto Scolastico Comprensivo.
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mercoledì 5 maggio 2010
"Ti sei allontanata con dovizia di particolari..." di Alessandro Monticelli
.
Ti sei allontanata con dovizia di particolari
E il passato puntuale e noioso
Ora mi incalza in forma di ricordo, rimpianto
di rimorso.
La mia vera malinconia e’ quella del futuro.
Il suono di quella nota tenuta a lungo sulle labbra
E che poco prima dell’applauso si spezza.
.
http://monticelliepagone.jimdo.com/
http://www.alessandromonticelli.it/
Ti sei allontanata con dovizia di particolari
E il passato puntuale e noioso
Ora mi incalza in forma di ricordo, rimpianto
di rimorso.
La mia vera malinconia e’ quella del futuro.
Il suono di quella nota tenuta a lungo sulle labbra
E che poco prima dell’applauso si spezza.
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http://monticelliepagone.jimdo.com/
http://www.alessandromonticelli.it/
domenica 2 maggio 2010
(Genova, 28 aprile 2010, mercoledi)
496_CAPPOTTI APPESI
oscillano i cappotti appesi,
sui balconi a prendere aria:
la stoffa che ci ha vestito d’inverno,
sarà con fastidio riposta fuori vista e memoria
eppure per moda, per scelta o distrazione,
abbiamo indossato quei colori,
che ora in camicia guardiamo
dondolare impiccati:
funerale di un’altra stagione
sepolta in armadio.
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496_CAPPOTTI APPESI
oscillano i cappotti appesi,
sui balconi a prendere aria:
la stoffa che ci ha vestito d’inverno,
sarà con fastidio riposta fuori vista e memoria
eppure per moda, per scelta o distrazione,
abbiamo indossato quei colori,
che ora in camicia guardiamo
dondolare impiccati:
funerale di un’altra stagione
sepolta in armadio.
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(Settimo, venerdi 30 aprile 2010)_668
PERCORSI
Ripercorro strade capannoni ristrutturati
puliti imbiancati
e la mia memoria fotografica
come in un video
parte:
immagini rallentate
sono passati quasi vent'anni
Anche l'odore
il calore
il rumore
il sudore
tornano
alla mia mente
come se nulla fosse cambiato.
Guardo il cielo
sfugge qualcosa
forse una nuvola
forse:
una bestemmia dimenticata!
.
PERCORSI
Ripercorro strade capannoni ristrutturati
puliti imbiancati
e la mia memoria fotografica
come in un video
parte:
immagini rallentate
sono passati quasi vent'anni
Anche l'odore
il calore
il rumore
il sudore
tornano
alla mia mente
come se nulla fosse cambiato.
Guardo il cielo
sfugge qualcosa
forse una nuvola
forse:
una bestemmia dimenticata!
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(Settimo, mercoledi 28 aprile 2010)_666
RIFLESSI
Come le foglie bagnate
nascono nuove case.
L'occhio si abitua alle finestre sconosciute
un auto si ferma qualcuno chiede
di una strada lontana...
L'occhiale riflette le nuvole perdute.
incontri mancati per pochi secondi.
Eppure siamo qua a cercare di cercarci,
a toccare le nuvole a disegnare un’ora,
un giorno
senza fretta.
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RIFLESSI
Come le foglie bagnate
nascono nuove case.
L'occhio si abitua alle finestre sconosciute
un auto si ferma qualcuno chiede
di una strada lontana...
L'occhiale riflette le nuvole perdute.
incontri mancati per pochi secondi.
Eppure siamo qua a cercare di cercarci,
a toccare le nuvole a disegnare un’ora,
un giorno
senza fretta.
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sabato 1 maggio 2010
May Day 1993
.
May Day 1993
Water on the yellow buses.
Rooftops welcome the sky.
An airplane and its noise
simply break the union
between tile and rain.
A rainy May day.
Soaked banners let the words
forever flee away.
An old comrade jams
the leaden sky into his pocket
and smiles smiles
watching the forgotten dream
walking along.
ENRICO MARIO LAZZARIN
(translated from italian by Jack Hirschman)
Pubblicata da Anderson Valley Advertiser
29.9.1999 - S.Francisco – USA)
.
May Day 1993
Water on the yellow buses.
Rooftops welcome the sky.
An airplane and its noise
simply break the union
between tile and rain.
A rainy May day.
Soaked banners let the words
forever flee away.
An old comrade jams
the leaden sky into his pocket
and smiles smiles
watching the forgotten dream
walking along.
ENRICO MARIO LAZZARIN
(translated from italian by Jack Hirschman)
Pubblicata da Anderson Valley Advertiser
29.9.1999 - S.Francisco – USA)
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venerdì 30 aprile 2010
mercoledì 28 aprile 2010
(Settimo, sabato 24 aprile 2010)_663
PASSAGGI
Sopra i tetti lucidi di pioggia notturna,
il corvo vola
lentamente:
disegna planando una curva
e lancia i suoi kaa kaa !
Sembra voler fermare la pioggia:
che sarà erba verde,
nocciolo di pesca
campo di grano
e foglia di melo.
Che diventerà
l'ombra e il rifugio per le ali del corvo.
.
PASSAGGI
Sopra i tetti lucidi di pioggia notturna,
il corvo vola
lentamente:
disegna planando una curva
e lancia i suoi kaa kaa !
Sembra voler fermare la pioggia:
che sarà erba verde,
nocciolo di pesca
campo di grano
e foglia di melo.
Che diventerà
l'ombra e il rifugio per le ali del corvo.
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domenica 25 aprile 2010
"Incapace" di Alessandro Monticelli
.
Incapace
Sulla scala Richter dell’amore
Ho perso l’equilibrio molte volte
E rovinando sulla torba insepolta dei sentimenti
Mi sono salvato.
Ho imparato così a mettere radici in aria
Come i fulmini
A passare veloce come fascio di luce
Sulle finestre alte di palazzi in costruzione
Ad ascoltare il respiro maligno
Su di un battito d’ali.
Orfeo sciagurato che si volta senza perdere nessuno.
Ma il respiro sta nel pensiero che io dimoro in te
Senza che tu la sappia
Inquilino segreto che quando di notte
Chiudi gli occhi si addormenta nel tuo corpo.
Però, non so dimostrartelo.
Queste, sono cose così vere
Che esistono solo con le parole.
.
Alessandro Monticelli (1973) nato a Sulmona (AQ)
ha pubblicato le raccolte poetiche:
"Medicine Scadute" - Mauro Baroni Editore (Viareggio) - 2004
"Made in Italy" - Edizioni Progetto Cultura (Roma) - 2004
"Favole da un Manicomio" - Il Foglio Editore (Piombino) - 2006
2° edizione 2007
Suoi testi sono pubblicati su diverse antologie e riviste letterarie:
Ellin Selae, Prospektiva, Il Segnale, Tratti, Il Monte Analogo, Inverso ecc.
Dal 1999 inizia la sua poliedrica attività artistica,
esponendo nel duo Monticelli&Pagone
nelle maggiori città italiane in gallerie e musei.
Suoi testi sono pubblicati in rete su:
http://monticelliepagone.jimdo.com/
www.alessandromonticelli.it
http://www.dictamundi.net/Poeti/Monticelli.html
http://poetrydream.splinder.com/tag/monticelli http://isla_negra.zoomblog.com/archivo/2008/12/08/
http://www.poiein.it/autori/2009/2009_03/18_Monticelli.htm http://meteodiario.blogspot.com/search/label/Monticelli http://comtezeta.blogspot.com/search/label/monticelli
http://www.labileabile-traccia.com/rivista_0000d5.htm
http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/03/02/libri-giuntimi-rubrica-2/
http://www.poetare.it/monticelli.html
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Incapace
Sulla scala Richter dell’amore
Ho perso l’equilibrio molte volte
E rovinando sulla torba insepolta dei sentimenti
Mi sono salvato.
Ho imparato così a mettere radici in aria
Come i fulmini
A passare veloce come fascio di luce
Sulle finestre alte di palazzi in costruzione
Ad ascoltare il respiro maligno
Su di un battito d’ali.
Orfeo sciagurato che si volta senza perdere nessuno.
Ma il respiro sta nel pensiero che io dimoro in te
Senza che tu la sappia
Inquilino segreto che quando di notte
Chiudi gli occhi si addormenta nel tuo corpo.
Però, non so dimostrartelo.
Queste, sono cose così vere
Che esistono solo con le parole.
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Alessandro Monticelli (1973) nato a Sulmona (AQ)
ha pubblicato le raccolte poetiche:
"Medicine Scadute" - Mauro Baroni Editore (Viareggio) - 2004
"Made in Italy" - Edizioni Progetto Cultura (Roma) - 2004
"Favole da un Manicomio" - Il Foglio Editore (Piombino) - 2006
2° edizione 2007
Suoi testi sono pubblicati su diverse antologie e riviste letterarie:
Ellin Selae, Prospektiva, Il Segnale, Tratti, Il Monte Analogo, Inverso ecc.
Dal 1999 inizia la sua poliedrica attività artistica,
esponendo nel duo Monticelli&Pagone
nelle maggiori città italiane in gallerie e musei.
Suoi testi sono pubblicati in rete su:
http://monticelliepagone.jimdo.com/
www.alessandromonticelli.it
http://www.dictamundi.net/Poeti/Monticelli.html
http://poetrydream.splinder.com/tag/monticelli http://isla_negra.zoomblog.com/archivo/2008/12/08/
http://www.poiein.it/autori/2009/2009_03/18_Monticelli.htm http://meteodiario.blogspot.com/search/label/Monticelli http://comtezeta.blogspot.com/search/label/monticelli
http://www.labileabile-traccia.com/rivista_0000d5.htm
http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/03/02/libri-giuntimi-rubrica-2/
http://www.poetare.it/monticelli.html
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(Genova, 16 aprile 2010, venerdi)
493_SPRECA IL CILIEGIO
rivestito di verde ma tremante per il vento,
spreca i suoi fiori il ciliegio
tra i muri:
nascosto dai petali il passaggio,
confuso l’ordine del giardino
dall’incessante caduta dei minuti
scandito il percorso tra le stagioni:
mi perderò quella dei fiori o delle foglie,
dei frutti o dei rami spogli?
.
493_SPRECA IL CILIEGIO
rivestito di verde ma tremante per il vento,
spreca i suoi fiori il ciliegio
tra i muri:
nascosto dai petali il passaggio,
confuso l’ordine del giardino
dall’incessante caduta dei minuti
scandito il percorso tra le stagioni:
mi perderò quella dei fiori o delle foglie,
dei frutti o dei rami spogli?
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giovedì 15 aprile 2010
(Settimo, giovedi 8 aprile 2010)_653
UN SOLE IMMAGINATO
La gemma del tiglio non sa che fare
non vuole parlare;
da quando la lumaca striata di grigio
le ha detto che non smetterà di piovere.
La gemma allora ha pensato al sole.
Anche la palla di Graziano il bambino del secondo piano
ha immaginato il sole.
La lumaca grigia ha trovato una foglia di lattuga fresca e tenera
e ha pensato di fare uno spuntino
mentre il sole delle 18 e trenta usciva dal grigio
e illuminava l'attesa di Lisa
che aspetta
che Marco la porti al cinema!
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UN SOLE IMMAGINATO
La gemma del tiglio non sa che fare
non vuole parlare;
da quando la lumaca striata di grigio
le ha detto che non smetterà di piovere.
La gemma allora ha pensato al sole.
Anche la palla di Graziano il bambino del secondo piano
ha immaginato il sole.
La lumaca grigia ha trovato una foglia di lattuga fresca e tenera
e ha pensato di fare uno spuntino
mentre il sole delle 18 e trenta usciva dal grigio
e illuminava l'attesa di Lisa
che aspetta
che Marco la porti al cinema!
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lunedì 5 aprile 2010
MeteoDiario al Circolo dei Lettori di Torino

METEODIARIO
al CIRCOLO DEI LETTORI di TORINO
Mercoledì 7 Aprile 2010 - ore17.30
Circolo dei Lettori
via Bogino, 9 - Torino
sala musica
per "Poesia in Progress 2010"
Enrico Mario Lazzarin e Gianriccardo Scheri
con l’inizio della primavera
presentano i loro blogs meteo-poetici
scritti durante l'inverno.
- presentazione dei blogs creati dagli autori, con videoproiezione di alcune pagine;
- presentazione delle raccolte di testi estratti da "MeteoDiario"
e pubblicate su carta, con letture e commenti degli autori;
- scambio di opinioni ed esperienze tra il pubblico e gli autori.
con la collaborazione di
Assoc. Cult. "DUE FIUMI"
Gruppo FLUDD
.
(Settimo, giovedi 1 aprile 2010)_647
TUTTE LE NUVOLE
Tante le nuvole oggi che sono passate
dalla mia finestra aperta:
le ho salutate, le ho toccate.
Alberi di ciliegi
e tutto intorno aria
da confondere il giorno
le ore e i colori.
Per ogni minuto un respiro
uno sguardo ripreso
un gesto rifatto
un viso che non ricordo più.
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TUTTE LE NUVOLE
Tante le nuvole oggi che sono passate
dalla mia finestra aperta:
le ho salutate, le ho toccate.
Alberi di ciliegi
e tutto intorno aria
da confondere il giorno
le ore e i colori.
Per ogni minuto un respiro
uno sguardo ripreso
un gesto rifatto
un viso che non ricordo più.
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martedì 30 marzo 2010
(Genova, 27 marzo 2010, sabato)
489_VESTITO DI NERO
vestito di nero un signorino canta,
da un ramo a uno spigolo di tetto
emersi dalla notte,
ci tiriamo ad asciugare in terra
come il tetto incatramato che vedo lucido di pioggia,
scafo trascinato nel profondo della valle,
chiglia rovesciata in ostaggio alle nuvole,
barca che l’acqua non tocca se non dal cielo
canzone di merlo in cerca di compagnia:
dal corpo arenato,
lo sguardo spicca il volo e si posa intorno.
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489_VESTITO DI NERO
vestito di nero un signorino canta,
da un ramo a uno spigolo di tetto
emersi dalla notte,
ci tiriamo ad asciugare in terra
come il tetto incatramato che vedo lucido di pioggia,
scafo trascinato nel profondo della valle,
chiglia rovesciata in ostaggio alle nuvole,
barca che l’acqua non tocca se non dal cielo
canzone di merlo in cerca di compagnia:
dal corpo arenato,
lo sguardo spicca il volo e si posa intorno.
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(Genova, 20 marzo 2010, sabato)
487_AL MUSEO DELLE PRIMAVERE TARDIVE
proprio quando credevamo di poter indossare
un abito diverso,
ci ritroviamo ancora vestiti di grigio:
con un grembiule addosso di tela pesante
che ci avvolge per intero
e ci umilia in divisa da custode
al museo delle primavere
che hanno tentato di prendere il potere,
per poi ricadere nell’ordine
appena sconfitto
o perdere fiori e frutti nel passaggio
all’estate rovente che segue
storia di bandiere riposte in silenzio
perché sventolate per entusiasmo o illusione
troppo presto o in ritardo
ma comunque fuori stagione
esposizione permanente
di opere incompiute del desiderio,
ribelle a equinozi e calendari.
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487_AL MUSEO DELLE PRIMAVERE TARDIVE
proprio quando credevamo di poter indossare
un abito diverso,
ci ritroviamo ancora vestiti di grigio:
con un grembiule addosso di tela pesante
che ci avvolge per intero
e ci umilia in divisa da custode
al museo delle primavere
che hanno tentato di prendere il potere,
per poi ricadere nell’ordine
appena sconfitto
o perdere fiori e frutti nel passaggio
all’estate rovente che segue
storia di bandiere riposte in silenzio
perché sventolate per entusiasmo o illusione
troppo presto o in ritardo
ma comunque fuori stagione
esposizione permanente
di opere incompiute del desiderio,
ribelle a equinozi e calendari.
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(Settimo, domenica 28 marzo 2010)_646
I FIORI DEI CILIEGI E I POETI
Solo per pochi giorni splendono i fiori dei ciliegi
e per poche ore al giorno vi è la luce giusta per guardarli.
I pittori usano memoria mischiata alla fantasia
alcuni fanno prima le foto
poi dipingono in studi polverosi.
Chi scrive
usa le parole come fossero fotogrammi
a volte prese in prestito
lasciate su una finestra aperta nella mattina.
Per i poeti a volte non basta avere la luce migliore
la parola giusta
spesso vorrebbero essere analfabeti
o ciechi.
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I FIORI DEI CILIEGI E I POETI
Solo per pochi giorni splendono i fiori dei ciliegi
e per poche ore al giorno vi è la luce giusta per guardarli.
I pittori usano memoria mischiata alla fantasia
alcuni fanno prima le foto
poi dipingono in studi polverosi.
Chi scrive
usa le parole come fossero fotogrammi
a volte prese in prestito
lasciate su una finestra aperta nella mattina.
Per i poeti a volte non basta avere la luce migliore
la parola giusta
spesso vorrebbero essere analfabeti
o ciechi.
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(Settimo, sabato 27 marzo 2010)_645
PARTITA A CARTE
La collina cambia colore
cambia umore
ha una schiena da camaleonte
e la notte un cinghiale per padrone.
Gioca la carta giusta
dice la coccinella al rosa del Monviso.
Ma la partita è ormai persa;
se la ride il nuvolone nero che ha la forma di una testa d'aglio
mentre conta i punti
e inizia a piovere!
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PARTITA A CARTE
La collina cambia colore
cambia umore
ha una schiena da camaleonte
e la notte un cinghiale per padrone.
Gioca la carta giusta
dice la coccinella al rosa del Monviso.
Ma la partita è ormai persa;
se la ride il nuvolone nero che ha la forma di una testa d'aglio
mentre conta i punti
e inizia a piovere!
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mercoledì 24 marzo 2010
MeteoDiario 7 a Pino Torinese
METEODIARIO A PINO TORINESE
Enrico Mario Lazzarin e Gianriccardo Scheri
con l'arrivo della primavera hanno presentato
i loro blogs meteo-poetici
scritti durante l'inverno.
alla VIALE ART GALLERY
di Susanna Viale
Via Martini 5a
PINO TORINESE (TO)
domenica 21 marzo 2010
con la collaborazione di
Assoc. "ALMA STAR "
Assoc. Cult. "DUE FIUMI"
..
lunedì 22 marzo 2010
(Genova, 17 marzo 2010, mercoledi)
486_LA VEDETTA
un gatto è annidato sull’albero,
nel palmo dei rami sospeso sul giardino:
vedetta bianca e nera,
quel fumo di cannoni è primavera che avanza
o l’inverno che brucia i suoi rami
mentre si ritira?
è l’ultima cenere sulla città
prima ch’entrino le bandiere,
sono le ferite ancora da subire
per essere un’altra volta liberati,
perchè finisca la guerra d’inverno contro di noi,
il merlo canti vittoria sul ramo vicino,
esca il verde a sventolare giallo e rosa
dai suoi rifugi.
.
486_LA VEDETTA
un gatto è annidato sull’albero,
nel palmo dei rami sospeso sul giardino:
vedetta bianca e nera,
quel fumo di cannoni è primavera che avanza
o l’inverno che brucia i suoi rami
mentre si ritira?
è l’ultima cenere sulla città
prima ch’entrino le bandiere,
sono le ferite ancora da subire
per essere un’altra volta liberati,
perchè finisca la guerra d’inverno contro di noi,
il merlo canti vittoria sul ramo vicino,
esca il verde a sventolare giallo e rosa
dai suoi rifugi.
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(Genova, 17 marzo 2010, mercoledi)
485_TRE NAVI
una nave alla banchina,
un’altra in attesa oltre la diga
e ancora una in lontananza,
sagoma scura nella foschia
tre date disposte in sequenza
segnate sui prossimi calendari,
giorni precisi ma senz’anno indicato ,
scadenze di cui non si ricorda l’impegno
che le ha stabilite
confinati in un porto presente
attendiamo le prossime navi:
si distingue il nome dei fatti
quando è già troppo vicino
e la forma intravista poi non corrisponde
allo scafo reale
per quanto si spinga lontano la memoria
o in avanti la previsione,
la vista trema e il contorno si confonde:
ci troviamo ingombri di un carico inatteso
o magazzini vuoti di promesse mai sbarcate.
.
485_TRE NAVI
una nave alla banchina,
un’altra in attesa oltre la diga
e ancora una in lontananza,
sagoma scura nella foschia
tre date disposte in sequenza
segnate sui prossimi calendari,
giorni precisi ma senz’anno indicato ,
scadenze di cui non si ricorda l’impegno
che le ha stabilite
confinati in un porto presente
attendiamo le prossime navi:
si distingue il nome dei fatti
quando è già troppo vicino
e la forma intravista poi non corrisponde
allo scafo reale
per quanto si spinga lontano la memoria
o in avanti la previsione,
la vista trema e il contorno si confonde:
ci troviamo ingombri di un carico inatteso
o magazzini vuoti di promesse mai sbarcate.
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(Settimo, mercoledi 17 marzo 2010)_640
POCHE NUVOLE
Nel pomeriggio
ho guardato fuori
nel cielo sereno velato solo un po’
ti ho pensato
tu e i tuoi piccoli piedi, infaticabili
chiusi in scarpe colorate
e gli occhi aperti a quello che non vedi.
Tutti quei libri letti
tutte le parole che ci siamo detti.
E la tua voglia di cambiare
questa città
le tue lettere puntuali
e le sere di Marzo che non parlavi.
Ricordo la tua pelle;
nel cielo azzurro di polveri che
volano via
poche le nuvole
su terra bagnata dal mare.
.
POCHE NUVOLE
Nel pomeriggio
ho guardato fuori
nel cielo sereno velato solo un po’
ti ho pensato
tu e i tuoi piccoli piedi, infaticabili
chiusi in scarpe colorate
e gli occhi aperti a quello che non vedi.
Tutti quei libri letti
tutte le parole che ci siamo detti.
E la tua voglia di cambiare
questa città
le tue lettere puntuali
e le sere di Marzo che non parlavi.
Ricordo la tua pelle;
nel cielo azzurro di polveri che
volano via
poche le nuvole
su terra bagnata dal mare.
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martedì 16 marzo 2010
(Genova, 10 marzo 2010, mercoledi)
483_DAL PONTE
questa mattina sotto una neve pungente
ho risalito il fiume
un sentiero tortuoso di acqua
tra due larghe sponde
dall’aspetto e colori del pelo di cinghiale:
di erba gialla sui fianchi,
di rovi bruniti dal gelo,
con ispidi ciuffi di canne piegate sul dorso
e macchie di fango e foglie impigliate
mi fermo appiedato a valutare dal ponte
la tranquilla fermezza delle anatre a galla
contro vento e corrente:
come tra opposti elementi che gli scorrono intorno,
navigano sicure
a becco chiuso e senza piume scomposte.
.
483_DAL PONTE
questa mattina sotto una neve pungente
ho risalito il fiume
un sentiero tortuoso di acqua
tra due larghe sponde
dall’aspetto e colori del pelo di cinghiale:
di erba gialla sui fianchi,
di rovi bruniti dal gelo,
con ispidi ciuffi di canne piegate sul dorso
e macchie di fango e foglie impigliate
mi fermo appiedato a valutare dal ponte
la tranquilla fermezza delle anatre a galla
contro vento e corrente:
come tra opposti elementi che gli scorrono intorno,
navigano sicure
a becco chiuso e senza piume scomposte.
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(Genova, 9 marzo 2010, martedi)
482_LA TARGA
ggi ad un incrocio di periferia
ho sbagliato direzione
e mi sono perduto in una strada
che termina sul greto del fiume
per una manovra errata sfioro il passato
tra vecchi palazzi popolari,
costruiti alle spalle di fabbriche ora scomparse:
macigni quadrati lasciati del ritiro dei ghiacci
e poi dal corso della natura
di nuovo circondati da capannoni evoluti
in moderni mercati
nel tentativo di tornare a tempi moderni,
mi trovo di fronte una targa sul muro
che ricorda come da quella casa è iniziata
la rivolta che ha liberato la città
una riunione segreta a inizio primavera,
forse in un inverno che come questo finiva
con un gelo cattivo e irriducibile,
che ti vuol colpire ancora fino all’ultimo giorno,
ti sorveglia e attende
in agguato ad ogni angolo di strada
esci da casa con questo vento
e non sai se ritorni,
t’incammini sotto il grigio pesante di un cielo
con stivali e divise,
ti sembra che quest’inverno non stia mai per finire
e che la primavera non venga,
se non scendi a liberarle la via
e che non vorresti, ma non c’è altro da fare:
ad un certo giorno devi scegliere
in che stagione vuoi stare.
.
482_LA TARGA
ggi ad un incrocio di periferia
ho sbagliato direzione
e mi sono perduto in una strada
che termina sul greto del fiume
per una manovra errata sfioro il passato
tra vecchi palazzi popolari,
costruiti alle spalle di fabbriche ora scomparse:
macigni quadrati lasciati del ritiro dei ghiacci
e poi dal corso della natura
di nuovo circondati da capannoni evoluti
in moderni mercati
nel tentativo di tornare a tempi moderni,
mi trovo di fronte una targa sul muro
che ricorda come da quella casa è iniziata
la rivolta che ha liberato la città
una riunione segreta a inizio primavera,
forse in un inverno che come questo finiva
con un gelo cattivo e irriducibile,
che ti vuol colpire ancora fino all’ultimo giorno,
ti sorveglia e attende
in agguato ad ogni angolo di strada
esci da casa con questo vento
e non sai se ritorni,
t’incammini sotto il grigio pesante di un cielo
con stivali e divise,
ti sembra che quest’inverno non stia mai per finire
e che la primavera non venga,
se non scendi a liberarle la via
e che non vorresti, ma non c’è altro da fare:
ad un certo giorno devi scegliere
in che stagione vuoi stare.
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(Settimo, giovedi 11 marzo 2010)_636
ARRIVO E PIANO PARCHEGGIO
Tutto è cristallino
la luce incerta tra nuvole sfumate
da sole pigro.
E passo tra i castagni e le betulle
coperti dalla neve
nel gelo della mattina
è tutto così meravigliosamente perfetto.
Vi sono poche mattine così in equlibrio
tra gli occhi e la strada
tra i pensieri e quello che vedi.
Arrivo al lavoro e piano parcheggio.
.
ARRIVO E PIANO PARCHEGGIO
Tutto è cristallino
la luce incerta tra nuvole sfumate
da sole pigro.
E passo tra i castagni e le betulle
coperti dalla neve
nel gelo della mattina
è tutto così meravigliosamente perfetto.
Vi sono poche mattine così in equlibrio
tra gli occhi e la strada
tra i pensieri e quello che vedi.
Arrivo al lavoro e piano parcheggio.
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(Settimo, mercoledi 10 marzo 2010)_635
COLORI
Come un salto mal riuscito,
la luce nuova ha passato il fosso e il fiume
inciampando in un osso
lasciato abbandonato da cani solitari
e nuvole nascoste.
Scende neve
coltre bianca
più sfuggente.
Dopo alle quattro del pomeriggio
è diventata pioggia.
I nuovi riflessi
accendono colori sfumati in azzurrino
in capelli
ormai da tempo bianchi
in occhi stanchi.
.
COLORI
Come un salto mal riuscito,
la luce nuova ha passato il fosso e il fiume
inciampando in un osso
lasciato abbandonato da cani solitari
e nuvole nascoste.
Scende neve
coltre bianca
più sfuggente.
Dopo alle quattro del pomeriggio
è diventata pioggia.
I nuovi riflessi
accendono colori sfumati in azzurrino
in capelli
ormai da tempo bianchi
in occhi stanchi.
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martedì 9 marzo 2010
(Genova, 6 marzo 2010, sabato)
481_AVANZO DI LUNA
mi alzo e ti saluto,
avanzo di luna, mezza moneta,
bottone che appena spunta da un’asola di azzurro:
ti guardo svanire
sorriso nel ricordo, carezza trattenuta, parola non spesa
in polvere troviamo nel forziere
occasioni accantonate,
anche ragioni che ci agitano il sonno
ora sbiadite al sole di concreti argomenti,
certezze notturne che cambiano il mondo
derise al giudizio del giorno,
illusioni che ci hanno convinto
velate dalla tenda che nelle ore
s’infittisce e le nasconde:
nella notte sposi di una idea,
alla luce desolati dal posto vuoto al fianco
mi siedo e ti scrivo, luna mai apparsa
per chi troppo dorme
o guarda solo a terra.
.
481_AVANZO DI LUNA
mi alzo e ti saluto,
avanzo di luna, mezza moneta,
bottone che appena spunta da un’asola di azzurro:
ti guardo svanire
sorriso nel ricordo, carezza trattenuta, parola non spesa
in polvere troviamo nel forziere
occasioni accantonate,
anche ragioni che ci agitano il sonno
ora sbiadite al sole di concreti argomenti,
certezze notturne che cambiano il mondo
derise al giudizio del giorno,
illusioni che ci hanno convinto
velate dalla tenda che nelle ore
s’infittisce e le nasconde:
nella notte sposi di una idea,
alla luce desolati dal posto vuoto al fianco
mi siedo e ti scrivo, luna mai apparsa
per chi troppo dorme
o guarda solo a terra.
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(Genova, 3 marzo 2010, mercoledi)
479_RITIRATA
mi sveglio al battito della scopa
contro la parete delle scale:
oggi è il giorno di pulizia,
in cui una parte del mondo accudisce
l’altra che dorme ancora
all’annuncio di ieri non è seguito l’arrivo
di un’altra bella giornata
e si rimane in stazione
a tendere l’orecchio al binario
la strada è bagnata
ma l’aria è più morbida
e non ci si ritrae subito dalla finestra:
si resta più a lungo a cercare un indizio,
una foglia che prima non c’era,
un discorso fra gatti sulla china del tetto,
i nuovi suoni di uccelli spuntati
dal silenzio d’inverno che ci copriva,
le piccole fiamme di mimosa
accese a fianco della sua ritirata.
.
479_RITIRATA
mi sveglio al battito della scopa
contro la parete delle scale:
oggi è il giorno di pulizia,
in cui una parte del mondo accudisce
l’altra che dorme ancora
all’annuncio di ieri non è seguito l’arrivo
di un’altra bella giornata
e si rimane in stazione
a tendere l’orecchio al binario
la strada è bagnata
ma l’aria è più morbida
e non ci si ritrae subito dalla finestra:
si resta più a lungo a cercare un indizio,
una foglia che prima non c’era,
un discorso fra gatti sulla china del tetto,
i nuovi suoni di uccelli spuntati
dal silenzio d’inverno che ci copriva,
le piccole fiamme di mimosa
accese a fianco della sua ritirata.
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(Settimo, sabato 6 marzo 2010)_632
LA POSTINA, LA CATALOGNA, I CARCIOFI, LE NAVI LASSÙ NEL BALTICO
L'uomo anziano di nome Geronimo ex tranviere in pensione
si alza presto alle sette è pronto per uscire.
Comprato il giornale legge che tutte le navi al largo della costa svedese
sono state liberate dalla morsa del ghiaccio che le teneva prigioniere.
Cammina per tre chilometri
entra al supermercato aperto da pochi minuti
riempie la sua sporta al Discount .
Si ferma al bar sotto casa prende un caffè senza zucchero
poi esce scuta il cielo.
Rientrato a casa verso le nove e trenta
pulisce i carciofi e la catalogna
le verdure fanno bene
lo diceva sempre la sua Marta
ma a lei non sono servite.
Si accende una nazionale passandosi una mano nei capelli sussurra:
"Tutte le navi liberate lassù nel Mar Baltico..."
Qualcuno suona al citofono una voce di donna dice "Posta"
e lui "Lo sa che hanno liberato tutte le navi dal ghiaccio lassù nel Baltico..?"
la donna dice "Non ho capito chi hanno liberato...ma mi apra, per favore!".
.
LA POSTINA, LA CATALOGNA, I CARCIOFI, LE NAVI LASSÙ NEL BALTICO
L'uomo anziano di nome Geronimo ex tranviere in pensione
si alza presto alle sette è pronto per uscire.
Comprato il giornale legge che tutte le navi al largo della costa svedese
sono state liberate dalla morsa del ghiaccio che le teneva prigioniere.
Cammina per tre chilometri
entra al supermercato aperto da pochi minuti
riempie la sua sporta al Discount .
Si ferma al bar sotto casa prende un caffè senza zucchero
poi esce scuta il cielo.
Rientrato a casa verso le nove e trenta
pulisce i carciofi e la catalogna
le verdure fanno bene
lo diceva sempre la sua Marta
ma a lei non sono servite.
Si accende una nazionale passandosi una mano nei capelli sussurra:
"Tutte le navi liberate lassù nel Mar Baltico..."
Qualcuno suona al citofono una voce di donna dice "Posta"
e lui "Lo sa che hanno liberato tutte le navi dal ghiaccio lassù nel Baltico..?"
la donna dice "Non ho capito chi hanno liberato...ma mi apra, per favore!".
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(Settimo, mercoledi 3 marzo 2010)_630
TRACCE
Non ci orientiamo più...
come un pugile suonato
che non vede avanti a sé.
Barcolla la collina
accecata ieri dal sole primaverile.
Oggi nuvole grigie-nere e pioggia
pioggia
nell’angolo più buio
qualcuno getta la spugna.
Che fradicia
odora di argilla e felce
lasciando per terra
in terra
tracce discontinue.
.
TRACCE
Non ci orientiamo più...
come un pugile suonato
che non vede avanti a sé.
Barcolla la collina
accecata ieri dal sole primaverile.
Oggi nuvole grigie-nere e pioggia
pioggia
nell’angolo più buio
qualcuno getta la spugna.
Che fradicia
odora di argilla e felce
lasciando per terra
in terra
tracce discontinue.
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venerdì 5 marzo 2010
(Genova, 28 febbraio 2010, domenica)
477_ALTERNE VICENDE
ieri è passato sopra di noi vincente,
oggi sconfitto si nasconde alla vista:
i festoni che avevamo steso,
pendono umiliati da una pioggia leggera
di tutto il sole a cui abbiamo esultato
resta una pallida luce lontana:
per quanto ne ravviviamo imprese,
un ricordo si bagna e sbiadisce,
un foglio di carta si riduce in poltiglia
il sole che raccontiamo non è mai
quello che ritorna,
la pioggia passata non è la stessa
per chi oggi ne viene bagnato:
nessuno crede alle stagioni vissute dagli altri,
a quelli eccessi patiti di freddo e calore
appaiono, ci dominano e declinano:
questa è la corta durata degl’imperi
per chi abita sulla riva del mare,
col privilegio di poter trarre ogni giorno
esempio terreno dalle alterne vicende in cielo.
.
477_ALTERNE VICENDE
ieri è passato sopra di noi vincente,
oggi sconfitto si nasconde alla vista:
i festoni che avevamo steso,
pendono umiliati da una pioggia leggera
di tutto il sole a cui abbiamo esultato
resta una pallida luce lontana:
per quanto ne ravviviamo imprese,
un ricordo si bagna e sbiadisce,
un foglio di carta si riduce in poltiglia
il sole che raccontiamo non è mai
quello che ritorna,
la pioggia passata non è la stessa
per chi oggi ne viene bagnato:
nessuno crede alle stagioni vissute dagli altri,
a quelli eccessi patiti di freddo e calore
appaiono, ci dominano e declinano:
questa è la corta durata degl’imperi
per chi abita sulla riva del mare,
col privilegio di poter trarre ogni giorno
esempio terreno dalle alterne vicende in cielo.
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(Genova, 27 febbraio 2010, sabato)
476_LA VISTA FERITA
fatta di questa luce
la punta della lancia ha trapassato
l’acciaio della corazza,
tagliato il cuoio, lacerato la stoffa,
infierito sulla pelle che dentro vi si proteggeva
la vista ferita
si lascia cadere sul tappeto di foglie,
di rami spezzati sotto il peso del passo,
posa il capo sull’erba bruciata,
i piedi verso l’incontro tra due toni d’azzurro:
attendo ad occhi socchiusi
che l’inverno faccia il suo corso,
che il verde torni a guarire.
.
476_LA VISTA FERITA
fatta di questa luce
la punta della lancia ha trapassato
l’acciaio della corazza,
tagliato il cuoio, lacerato la stoffa,
infierito sulla pelle che dentro vi si proteggeva
la vista ferita
si lascia cadere sul tappeto di foglie,
di rami spezzati sotto il peso del passo,
posa il capo sull’erba bruciata,
i piedi verso l’incontro tra due toni d’azzurro:
attendo ad occhi socchiusi
che l’inverno faccia il suo corso,
che il verde torni a guarire.
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mercoledì 3 marzo 2010
(Settimo, venerdi 26 febbraio 2010)_626
VENTO DA GATTI
Vetri diventano colori
nella luce nuova
portata dal vento strappata al vento.
E' la nuova stagione che cerca
nuvole amiche
e angoli bui da illuminare;
anche i ragni impolverati
cambiano
prospettive alle loro tele
si affrettano sui cornicioni
i gatti
sanno che suoni distinti li seguiranno
fino a sera
alzano le code
dritte
come ormeggi
provano a tenere salde le nuvole
che si aprono al vento
cambiando la direzione.
.
VENTO DA GATTI
Vetri diventano colori
nella luce nuova
portata dal vento strappata al vento.
E' la nuova stagione che cerca
nuvole amiche
e angoli bui da illuminare;
anche i ragni impolverati
cambiano
prospettive alle loro tele
si affrettano sui cornicioni
i gatti
sanno che suoni distinti li seguiranno
fino a sera
alzano le code
dritte
come ormeggi
provano a tenere salde le nuvole
che si aprono al vento
cambiando la direzione.
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(Settimo, giovedi 25 febbraio 2010)_625
CODE
Questa giornata:
il cielo incerto tra il sole
e la foschia di contorni azzurrini e grigi delle Alpi.
Tutto sta per mutare:
giornate che fanno male,
se aspetti un profumo di petalo
e ritrovi
la coda intrappolata della lucertola
sfuggita
alle mani di questo giovedì
l'ultimo del mese,
il più corto.
La metà in bilico
tra luce e nuova luce
in questa giornata di fine febbraio
che vorrebbe essere già nel vento di marzo.
Ma la nebbia ha lasciato code
nella soglia socchiusa delle 15,30.
.
CODE
Questa giornata:
il cielo incerto tra il sole
e la foschia di contorni azzurrini e grigi delle Alpi.
Tutto sta per mutare:
giornate che fanno male,
se aspetti un profumo di petalo
e ritrovi
la coda intrappolata della lucertola
sfuggita
alle mani di questo giovedì
l'ultimo del mese,
il più corto.
La metà in bilico
tra luce e nuova luce
in questa giornata di fine febbraio
che vorrebbe essere già nel vento di marzo.
Ma la nebbia ha lasciato code
nella soglia socchiusa delle 15,30.
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